Festeggiati a Roma in Campidoglio gli 80 anni dell’AIMC con il convegno “Nell’identità…il futuro”

Nel 1945 Maria Badaloni, un’insegnante elementare romana, fonda insieme a Carlo Carretto l’Associazione Italiana Maestri Cattolici (AIMC). L’obiettivo era quello di colmare le carenze della scuola elementare, combattendo l’analfabetismo, e di assumersi il compito di provvedere all’insufficiente formazione degli insegnanti, per far sì che l’educazione e l’istruzione diventassero leve per la ricostruzione del Paese.

Ottant’anni dopo, l’associazione ha celebrato il cammino percorso con un convegno dal titolo “Nell’identità… il futuro”, in calendario per il 3 gennaio 2025 a Roma in Campidoglio, presso la Sala della Protomoteca. Il giorno successivo, 4 gennaio 2025, vi è stato, in Vaticano, l’incontro con papa Francesco.

Nel corso di questi ottant’anni – spiega Esther Flocco, presidente nazionale dell’AIMC – “l’associazione ha contribuito in modo determinante alla formazione ed alla crescita nel mondo dell’educazione e della formazione su tutto il territorio nazionale, portando avanti i valori di solidarietà, formazione e cultura cristiana, con l’impegno costante per far sì che la Scuola della Repubblica sia sempre all’altezza della fondamentale missione che la Costituzione le affida per la promozione delle nuove generazioni”. Questo anniversario – conclude la Presidente – vuole rappresentare un momento di riflessione sul passato, di ringraziamento per i traguardi raggiunti, ma anche di proiezione verso il futuro, per continuare con rinnovato impegno a sostenere e valorizzare la missione educativa dei professionisti di Scuola”.

Protocollo d’intesa tra Distretto 108 Ya Lions International e RTI per l’Istituto Colosimo

E’ stato sottoscritto il 10 dicembre a Napoli il protocollo d’intesa tra il Raggruppamento Temporaneo di Imprese (RTI), con Ente capofila Gesco Società Cooperativa Sociale, gestore dei servizi Socio-Formativo-Educativo presso l’Istituto Regionale Paolo Colosimo rappresentato da Giuseppe Pennacchio e il Governatore dei Lions International Distretto 108 YA Tommaso Di Napoli.

Un protocollo che si inserisce nell’attività di collaborazione con Istituzioni e Associazioni ormai consolidata del Distretto 108 Ya (Basilicata – Calabria – Campania) sul tema della disabilità che è di grande rilevanza in particolare per la vita delle persone e dei loro familiari e di tutta la società in cui viviamo.

Nel protocollo il Raggruppamento Temporaneo di Imprese (RTI), con Ente capofila Gesco Società Cooperativa Sociale, gestore dei servizi Socio-Formativo-Educativo presso l’Istituto Regionale Paolo Colosimo e i Lions International Distretto 108 Ya stabiliscono di avviare percorsi di collaborazione volti a promuovere, valorizzare e supportare attività riguardanti, in particolare, le seguenti azioni:  promuovere la piena realizzazione dei diritti delle persone con disabilità; la formazione e l’inclusione sociale delle persone con disabilità; l’individuazione, la promozione e la valorizzazione di percorsi di inclusione nelle comunità locali; la divulgazione di buone pratiche territoriali inerenti la disabilità attraverso gli strumenti informativi; la realizzazione di tavole rotonde, workshop, percorsi formativi e informativi su temi afferenti la disabilità, per la promozione di una cultura dell’accoglienza e della solidarietà verso i più deboli e bisognose per l’abbattimento di barriere culturali e sociali legate alla disabilità; la realizzazione di Progetti comuni per lo sviluppo delle abilità delle persone disabili e per la loro attiva partecipazione alla vita sociale, culturale ed artistica delle comunità; la collaborazione con Istituzioni ed Associazioni per la tutela dei diritti delle persone con disabilità, anche al fine di sollecitare eventuali interventi legislativi.

Le parti si sono date reciproco impegno per la durata del protocollo a collaborare sinergicamente con un confronto attivo e continuo nell’individuazione degli obiettivi da raggiungere. Il protocollo è stato promosso dalla Delegata del Governatore del Distretto 108Ya Lions International Dott. Tommaso Di Napoli per Disabilità, Protocolli e Rapporti con Istituzioni ed Associazioni Dott.ssa Valeria Mirisciotti.

Inizia un nuovo anno di FOTOIT

Gli appassionati di fotografia possono sfogliare le pagine del numero di dicembre 2024 – gennaio 2025 di FOTOIT la rivista della FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche) ricca di articoli e informazioni su mostre ed eventi organizzati dai Circoli fotografici aderenti alla Federazione.

Fulvio Merlak fa un resoconto di un importante evento giunto alla 21ma edizione: Portfolio Italia. Nel corso dei dieci Festival  che hanno aderito all’iniziativa hanno partecipato ben 504 autori provenienti da 16 regioni con 622 portfolio. Un impegno rilevante che ha riscosso successo. A vincere l’edizione 2024 il portfolio “Teren zielony (Green zone) di Fabio Domenicali. Il secondo premio ex-aequo è andato a “Un metro e venti” di Delia Aliani e “Cosa c’è di vivo” di Teresa Bucca.

Graziano Perrotti è l’autore con “Un urlo di gioia” scelto da Irene Vitrano per raccontare la storia di una fotografia, e ancora Giovanni Ruggiero parla di Mario Amura, Giuliana Mariniello della mostra “Spectacular. Un’esplorazione della luce” dell’artista tedesca presso la Fondazione Mast a Bologna.

Cristina Sartorello parla della mostra che sarà visitabile fino al 26 gennaio a Palazzo Roverella a Rovigo dedicata a Henri Cartier-Bresson incentrata sul nostro Paese.

Renato Longo parla dell’opera di Margaret Bourke – White, mentre Isabella Tholozan intervista Giacomo Sinibaldi, ingegnere e fotografo.

Antonio Desideri

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Castelli ed araldica

Nel numero 219-220 di Cronache Castellane la rivista dell’Istituto Italiano dei Castelli oltre agli interessanti resoconti delle  attività delle Sezioni presenti nelle regioni d’Italia, gli appassionati possono approfondire leggendo l’articolo di Gianfranco Rocculi dal titolo “Castelli ed araldica” il forte dell’Aquila e le vicende dell’imperatore Carlo V d’Asburgo. Il forte dell’Aquila fu edificato su preesistenti strutture difensive medioevali ad opera dell’architetto militare Pirro Luigi Scrivà. I lavori iniziarono nel 1543 ma l’architetto non ne vide la conclusione. Ma non diciamo di più per stimolare la lettura dell’interessante testo.

Imponente il forte è un’opera di particolare interesse non solo per gli appassionati dei castelli.

Antonio Desideri

Psicologia della felicità

In un mondo ricco di complessità quale quello che stiamo vivendo comprendere meglio ciò che ci circonda e noi stessi è sempre più importante. Scoprire una disciplina di particolare interesse e attualità come la psicologia è importante.

E’ uscita da pochi giorni in edicola una nuova collana di EMSE. Protagonista appunto la psicologia in una collana dedicata che aiuta il lettore a scoprire teorie, progressi della disciplina e delle ricerche che vengono portate avanti dagli studiosi del settore.

“Un progetto editoriale innovativo che affronta i principali temi della psicologia, presentandoli in modo divulgativo” questo è quanto si legge nella presentazione della collana.  Ogni volume è dedicato a approfondire una “delle aree di ricerca più attuali e importanti per avvicinare il lettore a questa complessa disciplina in modo esaustivo e completo”.

La collana si occupa di una serie di argomenti quali: teorie della personalità, l’intelligenza, le emozioni, la memoria, le relazioni affettive, leadership, sessualità, comunicazione non verbale, motivazione, depressione, resilienza, lutto, stress, ADHD, psicologia dello sviluppo, l’apprendimento, l’adolescenza, l’invecchiamento.

Il primo volume si occupa della psicologia della felicità, vivere nel qui e ora.

Il prossimo volume in edicola è dedicato all’intelligenza emotiva e a imparare a gestire le emozioni.

Antonio Desideri

 

 

Un nuovo chatbot di Intelligenza Artificiale: una nuova risorsa o un possibile danno?

La società italiana Multiversity da alcune settimane ha lanciato un chatbot di Intelligenza Artificiale, che fornisce agli utenti risposte con un coefficiente di accuratezza al 99%.

Questo servizio è totalmente gratuito, infatti in così poco tempo ha generato già più di 100000 risposte, inoltre lo stile e il contenuto della risposta si adatta alle capacità e competenze di chi fa la domanda, garantendo un’efficienza mai vista prima.

Altri tipi di I.A. spesso forniscono dati superflui e sbagliati, invece, come sostenuto dai dirigenti di Multiversity, questa Intelligenza Artificiale è a misura di studente, adatto alla vita scolastica ed universitaria, una funzione che ha lo scopo di “facilitare” i compiti, ma ovviamente non tutti hanno accolto questa I.A. con lo stesso entusiasmo degli ideatori.

L’istruzione nel nostro Paese, ma anche in gran parte del mondo, sta riscontrando diverse problematiche riguardanti gli studenti, il loro grado di apprendimento e di concentrazione, la scarsa resa nei test e il poco studio che si svolge a casa e uno strumento che alleggerisce così tanto l’impegno e le responsabilità potrebbe risultare dannoso, a maggior ragione dal momento in cui anche gli universitari ne dispongono. Molti critici, pensatori e docenti stessi hanno evidenziato che è anti-educativo e a lungo andare un intenso e ripetuto utilizzo di questa I.A. potrebbe generare ignoranza tra chi ne usufruisce, aumentando così le problematiche della futura classe dirigente del mondo.

Nonostante le critiche, il ceo di Multiversity, Fabio Vaccarono, ha annunciato che entro fine anno il chatbot non sarà solo un programma che risponde alle domande, anzi si evolverà anche in uno strumento di educazione digitale, spiegando e valutando qualsiasi argomento, dal programma elementare a quello universitario, in forma sempre gratuita e passando così da “ strumento di ignoranza ad uno di istruzione e cultura”.

Rocco Angri

L’antica italiana e le stagioni en plein air. Lilla Brignone e Ave Ninchi

La ricerca condotta da Chiara Pasanisi sulla recitazione del repertorio classico nei teatri en plein air del secondo Novecento italiano e sul concetto di teatro all’Antica italiana rappresenta un contributo fondamentale e imprescindibile nell’ambito degli studi teatrali. L’analisi proposta si distingue non solo per la combinazione di rigore metodologico e profondità storica, ma anche per un approccio interdisciplinare sofisticato, che esplora le pratiche teatrali come strumenti attraverso cui interrogare le dinamiche sociali, culturali e storiche del contesto italiano.

L’intento della studiosa è quello di analizzare non semplicemente un fenomeno performativo, ma piuttosto un insieme complesso di pratiche sceniche, tradizioni culturali e riflessioni teoriche, utilizzando il teatro come medium per interrogarsi sulla memoria collettiva, sul senso della tradizione e sulla rielaborazione estetica e ideologica del passato.

Pasanisi si distingue per il suo approccio innovativo nell’analisi delle dinamiche performative italiane. La sua metodologia si avvale non solo di fonti teatrali, ma anche di un’analisi storica, sociologica, filosofica e antropologica per comprendere i complessi rapporti tra performance, spazio e memoria. Tale approccio interdisciplinare emerge chiaramente nelle sue pubblicazioni, dove ogni fenomeno teatrale viene indagato come manifestazione sociale, culturale e politica, con radici storiche profonde e una capacità unica di risignificarsi nei contesti contemporanei.

Nel suo lavoro, la studiosa mostra una particolare attenzione per il modo in cui la performance diviene un “luogo performativo” dove si confrontano passato e presente, costruendo esperienze sia individuali che collettive. Attraverso questo approccio, emerge un’analisi critica, capace di cogliere le tensioni, i dialoghi e le dissonanze che caratterizzano la memoria culturale italiana e il teatro come strumento simbolico per l’interpretazione e la risignificazione dei processi storici.

Come ha dichiarato in una delle sue analisi più note:

“La scena è uno spazio simbolico, ma anche materiale, dove la storia si scontra con la memoria, e dove l’innovazione nasce dall’intersezione di tradizione e rielaborazione contemporanea”.

Uno dei pilastri della ricerca è l’analisi del teatro all’Antica italiana, un concetto originariamente sviluppato da Sergio Tofano ma reinterpretato e approfondito da Pasanisi con una prospettiva critica originale. Questo approccio analitico non si limita a considerare il teatro all’antica come una mera pratica conservativa o come un tentativo di riproporre vecchi schemi performativi, ma lo definisce piuttosto come una pratica dinamica, in costante evoluzione e risignificazione.

Si esplora come il teatro all’Antica sia una metodologia artistica e simbolica che riflette la tensione tra memoria, trasformazione e innovazione. L’analisi mette in luce come esso sia profondamente ancorato nella storia italiana ma allo stesso tempo capace di risignificarsi per rispondere alle esigenze culturali e sociali della modernità.

Pasansisi scrive a questo riguardo:

“Il teatro all’Antica italiana è un dispositivo culturale, dove il repertorio classico e la memoria storica si intrecciano con le esigenze performative di un presente in continuo mutamento”.

Con questa osservazione, Pasanisi sottolinea come il teatro non sia una pratica statica, ma un dispositivo capace di mutare e adattarsi grazie al dialogo con il contesto e all’apporto creativo degli interpreti e dei registi.

Un altro elemento cruciale della riflessione è il dialogo continuo e complesso tra teatro antico e teatro contemporaneo, un dialogo che permette di comprendere come la memoria storica e la tradizione possano essere costantemente rielaborate attraverso gli strumenti performativi.

Il teatro antico, con le sue strutture simboliche, le sue trame mitologiche e i suoi archetipi narrativi, rappresenta la base fondamentale del repertorio classico, un patrimonio analizzato non come un residuo immobile, ma come un elemento dinamico attraverso il quale l’uomo moderno si interroga sulla propria esistenza, sulla propria società e sulla propria storia. Il teatro antico funge da specchio collettivo in cui l’uomo si riconosce, con le sue aspirazioni, le sue contraddizioni ed i suoi dubbi.

Nel contempo, il teatro contemporaneo, con il suo linguaggio innovativo e la sua capacità di sperimentare nuove forme performative, rappresenta l’evoluzione e la reinterpretazione della memoria storica. Pasanisi osserva come il teatro contemporaneo si ponga in dialogo con il passato attraverso un linguaggio che non è mai statico ma sempre in movimento, una pratica estetica in cui il repertorio classico viene reinterpretato ed adattato alle esigenze culturali del presente.

Questo colloquio tra antico e moderno non è mai un semplice ritorno alle origini o “un’operazione nostalgia”, bensì un tentativo di creare connessioni, di interrogarsi sui simboli e sulle domande universali che il teatro può porre. Il contemporaneo riscopre l’antico attraverso una pratica performativa che non è una mera citazione, ma una trasformazione che coinvolge spazi, linguaggi e significati diversi.

Pasansisi scrive a questo riguardo:

“Il teatro contemporaneo riattiva l’antico non come memoria fossilizzata, ma come strumento creativo capace di interrogarsi sulle domande del presente e di risignificare il senso della tradizione”.

Questo approccio sottolinea come il teatro sia un ponte culturale, un dispositivo dinamico capace di tradurre il passato nel presente e di riflettere sulle dinamiche storiche e sociali in modo critico e rielaborato.

La prospettiva di Chiara Pasanisi rappresenta una pietra miliare per comprendere le dinamiche della recitazione e della tradizione teatrale italiana. Il suo approccio interdisciplinare, combinato con un’analisi storica rigorosa e un’interpretazione innovativa, offre uno strumento potente per esplorare le connessioni tra memoria, spazio e performance.

Pasanisi esplora non solo il rapporto fra antico e moderno, ma anche l’evoluzione del teatro stesso come dispositivo culturale in conversazione con la storia, l’identità e le dinamiche sociali. La sua analisi ci invita a comprendere il teatro non come un’entità statica, ma come un processo creativo, un dispositivo simbolico e performativo che risponde alle esigenze culturali e storiche del presente.

L’eredità culturale dell’antico diventa, grazie a questa ricerca, un linguaggio vivo, vitale ed in continua trasformazione, capace di far emergere nuove esperienze estetiche, nuovi spazi e nuove memorie.

Giuseppina Capone

Una fantastica scoperta non voluta

Ad inizio del mese scorso a Napoli alcuni scavi clandestini hanno portato alla luce una chiesa di età medioevale, probabilmente del XI secolo e con essa anche tantissimi piccoli reperti di quello stesso periodo storico.

La eccezionalità di questa incredibile scoperta è che tutti gli scavi sono stati fatti in maniera illecita e proseguivano da diversi mesi e il “bottino” del responsabile degli scavi comprendeva anche quasi 500 reperti di epoca romana.

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, con la collaborazione della Soprintendenza Archeologica alle Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli, ha sequestrato circa 10.000 frammenti ceramici di natura archeologica di epoca romana e medievale, che provenivano da diversi scavi condotti in corrispondenza di locali in utilizzo a chi stava effettuando lo scavo.

La chiesa, reperto principale, è situata ad 8 metri di profondità e presenta un’abside sulla quale è raffigurata un’iconografia di Cristo, con una scritta in latino e anche grande parte della pavimentazione realizzata in lastre di marmo bianco di spoglio, con le decorazioni che ricordano il Sacello di Sant’Aspreno, situato vicino al luogo della scoperta. Seppur casuale e non voluto, questo ritrovamento è eccezionale e importantissimo, poiché ha portato alla luce elementi decorativi ed artistici che potranno essere studiati per avere un quadro più netto e completo dell’arte medievale della nostra regione e della città di Napoli.

Rocco Angri

XXIV Tour della Penisola. Lì, dove fioriscono i limoni Con Il Classic Car Club Napoli

Comincia oggi 31 ottobre la XXIV edizione del Tour della Penisola, il raduno del Classic Car Club Napoli dedicato ad Auto storiche e Gran Turismo.

Dal 31 ottobre al 3 novembre sono una ventina le auto che si muoveranno verso il campo base dell’evento, l’Excelsior Vittoria di Sorrento, da cui la carovana si muoverà alla scoperta di alcuni fra i più suggestivi angoli della Costiera Amalfitana e Sorrentina.

Il venerdì mattina si partirà per Capri dove è prevista la visita alla Grotta Azzurra e si rientrerà a Sorrento. Il sabato la carovana si muoverà verso Positano, dove è prevista la visita al suggestivo borgo. La Domenica mattina si concluderà l’iniziativa.

“La continuità dei nostri raduni è per noi importantissimo – evidenzia il presidente del Classic Car Club Napoli, Giuseppe Cannella – Il Tour della Penisola è giunto alla XXIV edizione e lo fa entrare di diritto nei Classici delle manifestazioni. Anche quest’anno operiamo sotto l’egida dell’ASI (Automotoclub Storico Italiano) e della FIVA (Federation Internationale Veichules Anciens) e cerchiamo di offrire sempre il meglio ai nostri ospiti, Chiaramente, oltre alla storia ed ai panorami che questi luoghi offrono, non trascuriamo l’enogastronomia che, come tradizione vuole, riesce a fondere con grandissima sapienza il famoso principio di “mari e monti” oltre ad essere una vera fucina di chef rinomati in tutto il mondo.

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