Una passeggiata musicale nei luoghi dei Sedili

”Invito a Napoli. Passeggiata musicale per la città del Vesuvio nei luoghi dei suoi antichi Sedili”, è questo il titolo del volume che l’Associazione Culturale “Napoli è” presenterà alla Fondazione Casa dello Scugnizzo onlus il 21 novembre prossimo alle ore 17.30.

Un volume fortemente voluto dal presidente dell’Associazione Giuseppe Desideri e che si inserisce nella importante attività condotta dal 1997 ad oggi per la riscoperta e la promozione della storia e della tradizione degli antichi Sedili napoletani prima forma di decentramento amministrativo della Città.

L’Autore, Rosario Ruggiero, valente concertista e giornalista, è sin dalla nascita dell’Associazione Culturale “Napoli è” nel 1994 tra i personaggi della cultura napoletana a collaborare con questa realtà associativa che spazia con la sua attività nel campo della musica, dell’arte, della tradizione, della comunicazione e dell’informazione giornalistica, dell’editoria, della fotografia, della poesia, dell’educativo, del sociale, delle pari opportunità. Una realtà culturale che nel corso degli anni ha contribuito nell’ambito del volontariato alla crescita socio-culturale della città con le sue varie attività e con le personalità che a vario titolo hanno partecipato alle sue iniziative.

“Il volume “Invito a Napoli” nasce – evidenzia il presidente dell’Associazione Giuseppe Desideri – dalla volontà di proseguire l’azione intrapresa nel 1997 con la prima edizione della manifestazione “Rivive la Napoli dei Sedili. Il Palio dei Sedili” con la quale abbiamo inteso portare alla conoscenza del vasto pubblico napoletano e non solo la storia dei Sedili di Napoli,  e questo anche in collaborazione con Istituzioni scolastiche, associazioni, enti. Lo studio dei Sedili e della loro storia è per noi un momento importante delle attività che la nostra Associazione porta avanti ormai dal 1994. Abbiamo chiesto al M° Rosario Ruggiero di raccontare questo itinerario musicale consapevoli della sua attenzione e valenza artistica e di studioso”.

Orsola Grimaldi

 

 

 

Napoli è presenta “Invito a Napoli”  di Rosario Ruggiero

Giovedì 21 novembre sarà presentato il libro edito dall’Associazione Culturale “Napoli è”, presieduta dal giornalista Giuseppe Desideri, dal titolo “Invito a Napoli. Passeggiata musicale per la città del Vesuvio nei luoghi dei suoi antichi Sedili” scritto dal M° Rosario Ruggiero, giornalista e valente pianista.

M° Ruggiero come nasce questo volume?

Come ho ricordato nel libro devo ai fratelli Bianca e Giuseppe Desideri la spontanea commissione di questo volume. E’ un’occasione estremamente rara in un’epoca in cui un autore è sempre più costretto ad abbracciare ogni onere per vedere concretizzarsi la propria espressione. Sono felice di questa opportunità anche perché rappresenta il coronamento di una collaborazione con l’Associazione Culturale “Napoli è” che risale al 1994 quando nacque questa importante realtà culturale.

 Perché proprio una passeggiata musicale nei luoghi dei Sedili?

Questa pubblicazione si inserisce nell’attività di riscoperta e promozione della conoscenza dei Sedili di Napoli che ebbero lunga storia (1200 – 1800) e che costituisce uno dei punti centrali dell’attività di “Napoli è” sin dal 1997. Ci siamo detti quindi che sarebbe stato interessante condurre idealmente, ma anche concretamente, i lettori e gli appassionati della storia di Napoli, in una passeggiata attraverso le opere e gli autori che hanno esercitato la loro arte musicale nelle zone ricomprese nei Sedili.

Un’esperienza importante quella della collaborazione con “Napoli è”?

Sì. Importante e piacevole perché spazia in diversi ambiti, quello musicale con le attività concertistiche che per lungo tempo si sono susseguite, giornalistica con la collaborazione alle testate online napolie.it e networknews24.it, didattica con le due edizioni di “Percorsi alla scoperta della musica”, editoriale con la pubblicazione del volume che sarà presentato il 21 novembre presso la Fondazione Casa dello Scugnizzo onlus, presieduta dal prof. Antonio Lanzaro, tra i prefatori del libro.

Collaborare con l’Associazione è per me sempre motivo di grande piacere e soddisfazione per l’alto livello delle iniziative proposte.

Orsola Grimaldi

  San Martino è il tempo del vino

 CITS, BASE CONDOR, NAPOLI E’, L’ARMONIA si incontrano lunedì 11 novembre dalle ore 17.00 alle 20.00 a Napoli presso Associazione Base Condor via San Giovanni e Paolo n. 37 per l’iniziativa “San Martino è il tempo del vino”.

“Quando il tempo è uggioso e l’umidità dell’aria arriva dentro il corpo, da sempre  gli uomini si raccoglievano  per scaldarsi  accanto al fuoco con un buon bicchiere  del diVino nettare degli Dei. Ogni evento è stabilito dall’orologio cosmico che scandisce tutti gli avvenimenti. Gli antichi  sapevano quando dedicare il loro tempo  alla caccia, alla semina,  al raccolto e alla conservazione del cibo per rendere il loro lavoro più produttivo” evidenziano gli Organizzatori dell’incontro sottolineando inoltre che ogni cosa ha il suo tempo e nulla è più forte di ciò di cui è venuto i tempo.

Nel giorno di  San Martino, il vino nelle botti ha terminato il suo primo ciclo di maturazione, ed è pronto per essere offerto alle libagioni.

Vini ed orologi in mostra per trascorrere piacevolmente alcune ore in compagnia.

Alessandra Desideri

A Marechiaro si presenta il libro di Peppe Manetti

peppe manettiDomani 28 ottobre alle ore 18.00 nel salone del Ristorante La Fenestella a Marechiaro si presenterà il volume di Peppe Manetti “Carulina ‘e Marechiaro” e la curiosa storia della celebre canzone Marechiare per i tipi di Grimaldi & C. Editori. Saranno presenti l’Autore, Sergio Mannato e Rosario Ruggiero.

Percorsi alla scoperta della Musica con il M° Rosario Ruggiero

Riprende venerdì 6 settembre alle ore 18.00 promosso dall’Associazione Culturale “Napoli è”, presieduta dal giornalista Giuseppe Desideri  in collaborazione con il Centro Studi “Mario Borrelli” – Fondazione Casa dello Scugnizzo onlus, presieduta dal prof. Antonio Lanzaro,  il ciclo di incontri didattico-seminariali dal titolo “Percorsi alla scoperta della Musica”.

Gli incontri si terranno presso la Fondazione Casa dello Scugnizzo,  piazzetta San Gennaro a Materdei n. 3, Napoli, dalle ore 18.00 alle ore 19.00 con il seguente calendario: 6 settembre, 4 ottobre, 8 novembre, 6 dicembre, 20 dicembre, salvo occasionali variazioni opportunamente comunicate.

 “La musica è un linguaggio universale in grado di coinvolgere e affascinare persone di differenti lingue e culture, senza distinzioni sociali o di età, di superare le barriere della comunicazione, di creare legami oltre le frontiere, di creare atmosfere e stemperare tensioni – evidenzia il giornalista Giuseppe Desideri, presidente dell’Associazione Culturale Napoli è.

A volte, però, le persone utilizzano termini musicali senza conoscerne l’autentico significato (armonia, ritmo, sincope, canzone, sinfonia, ecc.).

Il seminario didattico con il pianista Rosario Ruggiero – prosegue Giuseppe Desideri – si propone di rendere fruibili anche ai non esperti termini, curiosità, elementi della storia della musica, spaziando nel tempo e nei vari generi, spiegandoli e facendo scoprire i loro autori, da Bach ad Haydn, Mozart, Beethoven, Chopin, Brahms fino a Rachmaninoff, Debussy, Kachaturian e più”.

Per informazioni e iscrizioni al seminario: 3478139937 oppure e-mail associazionenapolie@libero.it.

TEDxYouth, i giovani che vogliono riappropriarsi del futuro

La terza edizione del TEDxYouth quest’anno si è svolta a Roma.

Questa è la formula dedicata ai giovani che rientra nel novero della TED Conference, il simposio online dedicato alla condivisione di idee che meritano di essere diffuse, che avviene con appuntamento annuale in cui  i “thinkers” famosi in tutto il mondo sono invitati a condividere le loro conoscenze e passioni.

Tutti i TEDx sono eventi no profit, organizzati da volontari  che credono nel principio fondante della piattaforma: la condivisione delle idee.

Il TEDxYouth nazionale ha visto sfilare sul palco dell’Auditorium della Conciliazione di Roma i 12 speaker finalisti selezionati tra centinaia di partecipanti provenienti da tutte le scuole di secondo grado d’Italia; il tema di quest’anno è stato “l’Alfabeto del Futuro”.

Ognuno di loro ha portato davanti ad una platea folta ed eterogenea le proprie idee per l’interpretazione del futuro; tra loro c’è chi vuole fare la differenza per rompere il silenzio opprimente intorno alla malattia mentale, chi non vede l’ora di esplorare le nuove frontiere dello spazio, chi arriva da molto lontano con un passato difficile, ma vuole lavorare nel presente per un futuro che integri tutti.

Idee di giovani che rappresentano una società complessa che hanno provato ad interpretare e raccontare secondo la loro personale visione del cambiamento di codici e linguaggi in atto in ambito tecnologico, sociale ed economico.

Dopo le due edizioni di Bologna, si è tenuto nella Capitale il terzo appuntamento del TEDxYouth previsto dall’accordo triennale tra TEDx e MIUR.

Nella presentazione del progetto per quest’anno si legge: “in questi ultimi anni, il progresso scientifico ha determinato trasformazioni così radicali e a ritmi così accelerati da rendere il presente quasi inafferrabile. Un mondo veloce, fatto di nuovi paradigmi, nuovi lavori con cui i giovani sono chiamati a interagire. Quali sono le loro idee, percezioni e visioni? Quali saranno i pilastri della nuova società, i linguaggi con cui creare nuove relazioni, e che struttura avranno queste relazioni?”.

Di questo nuovo alfabeto i ragazzi hanno scritto nelle lettere inviate per candidarsi al TEDxYouth di Roma 2019.

Rossella Marchese

 

“Tempi interessanti” alla Biennale 2019

“May You Live in Interesting Times”, in effetti sarebbe questa la dicitura letterale del tema alla base della 58ma Biennale di Venezia; un’espressione della lingua inglese che è stata erroneamente attribuita ad un’antica maledizione cinese che evocherebbe catastrofi ed apocalissi, ma che sottintende, piuttosto, un periodo di cambiamento, magari di crisi, ma non per questo devastante, “tempi interessanti”, appunto, come la più felice traduzione italiana sta ad indicare.

E vivere in questi tempi interessanti, significa fare i conti con l’intelligenza artificiale, la iperpersonalizzazione degli oggetti, la pervasività dei mass media, le fake news, le identità perdute o rivendicate, i cambiamenti climatici, tutti argomenti che mettono in discussione le categorie di pensiero traballanti esistenti, con un concetto che domina, più o meno, in tutti i padiglioni dell’Arsenale e dei Giardini: il labirinto.

Molti degli artisti rappresentati (settantanove e anagraficamente giovani), infatti, si sono ispirati al labirinto per dare l’idea dell’incertezza storica in cui viviamo; gli oggetti si ingigantiscono fino a schiacciare lo spettatore che non ne riconosce più l’utilità, gli spazi circoscritti si scompongono e si dilatano, mentre le innumerevoli istallazioni di realtà virtuale vogliono surrogare i sensi degli esseri umani.

L’intera istallazione del padiglione Italia è un omaggio a Italo Calvino e si intitola: “0”, liberamente suscitato dal saggio La sfida al labirinto del 1962. Enrico David, Chiara Fumai e Liliana Moro sono stati gli interpreti scelti dei tempi interessanti proposti dal nostro Paese, con opere storiche e figure antropomorfe che si snodano lungo un percorso non lineare fatto di pareti di diversa altezza, stanze di varia misura, passaggi e vicoli ciechi.

Estremamente interessanti, le istallazioni artistiche ospitate da molti palazzi storici della città, su tutte quelle proposte dall’European Cultural Centre che, complementare e parallelo alle esposizioni principali della Biennale, propone artisti emergenti di ogni parte del globo, ognuno testimone della globalizzazione che divora le tradizione della propria terra d’origine. Le Seichelles con l’istallazione digitale di una parodia del buon selvaggio, la Cina con le gigantesche tele a righe verticali di Lu Xinjian, il Mozambico e le sculture interamente realizzate con i bossoli dei proiettili, Taiwan e i libri illeggibili scolpiti in un legno profumato di cipresso. Sono solo alcune delle suggestioni colte per la città.

Vale la pena passare per la laguna, c’è tempo fino al 24 novembre, per farsi un’idea di quello che il mondo pensa di questi tempi interessanti.

Rossella Marchese

 

(Foto di Rossella Marchese)

Addio Luciano De Crescenzo, ti saluta la Napoli di Bellavista

Ci mancherà molto l’ingegnere, filosofo, scrittore Luciano De Crescenzo. La sua Napoli tanto amata e descritta sempre con profonda dolcezza, semplicità ed ironia, ma anche con profonda attenzione e passione e raccontata come città poliedrica, dalla cultura plurimillenaria, dalle mille sfaccettature, ne piange la scomparsa.

Un uomo, De Crescenzo, che aveva deciso di abbandonare il suo incarico alla IBM, il posto fisso, per lanciarsi nella sua passione, la scrittura che tante soddisfazioni gli ha dato con i suoi libri 50 libri, con 18 milioni di copie vendute nel mondo, di cui 7 milioni solo in Italia. Le sue opere sono state tradotte in 19 lingue e diffuse in 25 paesi. Ma non solo. Come non ricordare fra i suoi film gli indimenticabili “Così Parlò Bellavista” e  “32 dicembre”.

Uomo di spettacolo oltre che di cultura ha accompagnato per decenni tantissimi lettori e spettatori al cinema e in tv,  come non ricordare alcuni brani diventati cult e impressi nella memoria non solo dei napoletani come il mitico “incrocio a croce uncinata” che descriveva la situazione del traffico cittadino della metropoli napoletana. E ancora la sua lezione sugli uomini d’amore e uomini di libertà e il fatto che i primi amino il presepe mentre i secondi l’albero, i primi il bagno, i secondi la doccia.  Il tempo per De Crescenzo era un’emozione e una grandezza bidimensionale nel senso che “lo vivi in lunghezza e larghezza, se lo vivi in larghezza con alti e bassi a 60 anni avrai solo 30 anni”, mentre l’eternità la definiva come un’istante.

Il mondo della cultura ha perso oggi, dopo Andrea Camilleri scomparso appena ieri, un altro grande simbolo per molte generazioni, un uomo mite, allegro, gentile, astuto, intelligente, una personalità includente.

In un’intervista rilasciata a Marzullo era convinto di andare in Paradiso. Ed è lì che vogliamo immaginarlo oggi.

Bianca Desideri

Europa e Brexit

Si è tenuto il 17 giugno a Palazzo Serra di Cassano presso l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici la presentazione del libro “Nozioni  giuridiche fondamentali europee”, La scuola di Pitagora editrice, di Umberto Aleotti.

A parlare del libro ma soprattutto di Europa e delle tematiche legate alla vita dei cittadini eutorpei sono stati: Prof. Ing. Mario Raffa, già Ordinario di Ingegneria Economico-Gestionale Università degli Studi di Napoli “Federico II” – Componente del Consiglio Direttivo del Premio Nazionale per l’Innovazione; Prof. Antonio Lanzaro, già Aggregato di Giurisprudenza Università degli Studi di Napoli “Parthenope” – Presidente Fondazione Casa dello Scugnizzo onlus; Avv. Maurizio Bianco, già Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli; Prof.ssa Antonella Batà, Aggregato di Ingegneria Industriale Università degli Studi di Napoli “Federico II”; Dott. Emilio Contrasto, Segretario Generale UNISIN – Confsal – Direttore editoriale Rivista Professione Bancario; Avv. Francesco Avolio, Vicepresidente della Delegazione Campania dell’Unione Avvocati Europei (U.A.E.). Ha moderato l’incontro la giornalista Dott.ssa Bianca Desideri.

Abbiamo già parlato di Europa nei giorni scorsi con l’avvocato e docente universitario Umberto Aleotti, ritorniamo ora sull’argomento su un tema specifico quello della Brexit che non avevamo affrontato nella precedente intervista.

 

Avvocato, si parla tanto di Brexit. In che cosa consiste l’uscita di un Paese dall’Unione?”
Con previsione innovativa rispetto al precedente testo dei Trattati vigenti, il Trattato di Lisbona del 2007 ha con l’articolo 50 (T.U.E.) stabilito che ogni Stato membro ha il diritto di recedere dall’Unione europea conformemente alle proprie norme costituzionali, notificando tale intenzione al Consiglio europeo. Dalla notifica iniziano a decorrere due anni durante i quali l’Unione deve negoziare con lo Stato membro interessato un accordo che fissi le condizioni del recesso. L’uscita si perfeziona, e le norme dell’Unione non sono più applicabili allo Stato in questione, con l’entrata in vigore dell’accordo di recesso o, in mancanza, trascorsi i due anni dalla notifica, salvo che il Consiglio europeo, d’intesa con lo Stato in uscita, non decida all’unanimità di prorogare tale termine.

La procedura di recesso è stata attivata per la prima volta dal Regno Unito, nel giugno del 2016, quando i cittadini britannici sono stati chiamati, con un referendum, ad esprimersi sulla loro permanenza nell’Unione europea, e la consultazione ha dato esito positivo all’uscita (cd. Brexit) con il 51,9% dei voti a favore e il 48,1% dei voti contrari.

Il Parlamento britannico ha così autorizzato il Primo Ministro britannico, Theresa May, a presentare la lettera con la quale è stata chiesta, il 29 marzo 2017, la formale attivazione della procedura di uscita dall’organizzazione allo scopo di porre fine, dopo quarantaquattro anni, alla partecipazione del Regno Unito al disegno di integrazione europea. Da questa data sono partiti i due anni fissati dall’articolo 50, che, com’è ormai noto, sono spirati con un nulla di fatto. Il Regno Unito ha pertanto dovuto chiedere una proroga del termine, accordata dal Consiglio europeo fino al 31 ottobre 2019, per trovare un accordo con l’Unione.

Qual è la sua opinione sulla Brexit?

Il mio auspicio è che lo Stato britannico decida di chiedere una nuova proroga, più lunga, per rimeditare la sua scelta, eventualmente con un nuovo referendum, e ritirare la richiesta di recesso (cd. Bremain). Il patrimonio comune di valori di cui noi europei siamo portatori include a pieno titolo il Regno Unito, culla delle libertà fondamentali (si ricordi la Magna Charta Libertatum del 1215), così come il patrimonio culturale del Regno Unito trova la sua origine in quello europeo, ad esempio la sua lingua, che deriva per metà dal francese.

La condivisione di valori, cultura, razza (indoeuropea), storia, religione (cristiana), oltre che dei più recenti quarantaquattro anni di integrazione, non può essere polverizzata da un 3,8 % di voti di scarto a favore della Brexit e deve far riflettere sulla stretta connessione che esiste tra il Paese britannico e il continente, per la quale probabilmente nessuno dei due può fare a meno dell’altro.

Alessandra Desideri

All’Istituto per gli Studi Filosofici presentazione del libro di Umberto Aleotti

Lunedì 17 giugno alle ore 16.30 a Palazzo Serra di Cassano sede dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici sarà presentato il libro di Umberto Aleotti, avvocato, docente universitario, “Nozioni giuridiche fondamentali europee.

Un libro per parlare di Europa ad esperti ma anche a quanti vogliono conoscere meglio le Istituzioni europee e il loro funzionamento. All’Autore poniamo alcune domande.

Quali strumenti ha il cittadino italiano ed europeo per poter far valere i propri diritti oltre i confini della propria Nazione?

Si tratta di distinguere i diritti da tutelare. Se sono diritti che discendono da normative italiane, possono essere fatti valere davanti ai giudici nazionali, se si tratta di diritti che derivano da normative dell’Unione europea davanti ai giudici europei. La tutela giurisdizionale dinanzi ai giudici europei può avvenire tanto in via diretta, presentando ricorsi presso le cancellerie dei giudici europei  quanto in via indiretta, ossia utilizzando il meccanismo del rinvio pregiudiziale, che implica il passaggio attraverso la valutazione e l’ordinanza di rinvio dei giudici nazionali.

Quali sono i giudici dell’Unione Europea?

Esiste nel diritto dell’Unione europea il principio del doppio grado di giudizio. Chi vuole ricorrere in maniera diretta dinanzi ai giudici U.E. deve adire in primo grado il Tribunale e, in secondo grado, impugnando le decisioni del Tribunale e solo per motivi di diritto, la Corte di giustizia. In via indiretta, ossia tramite rinvio pregiudiziale, può essere adita solo la Corte di giustizia. Si ricordi che diverso da questo sistema giurisdizionale è il sistema della Corte europea dei diritti dell’uomo, che afferisce al Consiglio d’Europa, che è un’organizzazione internazionale differente dall’Unione europea. Dinanzi a questa Corte, in un unico grado di giudizio, si possono far valere i diritti previsti da un altro trattato internazionale, la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (C.E.D.U.).

Si parla molto dei parametri che l’Italia deve rispettare nel proprio Bilancio per non sforare i parametri imposti dalla UE. Di cosa si tratta?

Si tratta del cd. fiscal compact, un trattato firmato a Bruxelles il 2 marzo 2012 , con il quale gli Stati firmatari hanno stabilito un maggiore coordinamento tra le loro politiche fiscali (imposizione fiscale su cui si regge la spesa pubblica), stabilendo una serie di regole tra le quali, ad esempio, l’impegno ad inserire il pareggio di bilancio (equilibrio tra entrate e uscite degli enti pubblici) in disposizioni interne vincolanti di natura fondamentale, preferibilmente costituzionali (così è avvenuto con la modifica del nostro articolo 81 della Costituzione nel 2012). Queste disposizioni servono a creare maggiore armonia tra le politiche fiscali degli Stati dopo che, nel 2002, c’è stata l’unificazione delle loro politiche monetarie (cd. unione monetaria).

Come è nata l’idea di scrivere questo libro e a chi si rivolge?

Il progetto di un’Europa unita, così come elaborato dai padri fondatori dell’Unione europea conserva sempre, secondo me, il suo irresistibile fascino. L’edificazione di una casa comune in Europa, attorno ai valori della pace, della libertà, della democrazia, dello Stato di diritto e dei diritti umani possiede ancora la sua attrattiva tanto per le giovani generazioni quanto per quelle meno giovani, in mezzo alle quali si colloca la mia, che ha visto cadere, il 9 novembre 1989, il muro di Berlino, simbolo di un’epoca di conflitti, divisioni e oppressione, in cui i valori indicati non avevano ancora avuto l’opportunità di affermarsi nella loro esatta dimensione. Il libro nasce dunque con l’idea di incuriosire, chiarire, appassionare, non far dimenticare ed è diretto non solo a chi si confronta con questo genere di tematiche durante il proprio corso di laurea ma anche a chi nel percorso post-universitario o lavorativo dovesse entrare in contatto con questa realtà.

Alessandra Desideri

1 41 42 43 44 45 61
seers cmp badge