E’ uscito il nuovo numero di Professione Bancario

Con l’editoriale, il Segretario Generale Unisin Emilio Contrasto apre il nuovo numero della rivista Professione Bancario, che nella sua nuova veste editoriale scientifico-giuridica sta riscuotendo molto interesse sia nel mondo accademico che in quello delle professioni allargando così l’orizzonte delle lettrici e dei lettori dello storico giornale.
L’apertura è dedicata alla notizia che “un’altra prestigiosa Organizzazione si è unita ad Unisin, il Sinfub, che ha voluto aderire al progetto nato nel 2011 tra Falcri e Silcea, allargandone così i confini sindacali”.
Emilio Contrasto evidenzia anche l’attenzione “alle giovani generazioni che con difficoltà si affacciano al mondo del lavoro e nello stesso tempo l’attenzione verso tutti coloro che si trovano nell’ultima fase del proprio percorso lavorativo” e una vicinanza non solo nella difesa dei diritti nel mondo del lavoro ma soprattutto alla Persona nel suo complesso, impegno che porta Unisin a partecipare, dando il “fattivo contributo, ad azioni e iniziative sociali, culturali, educative, su tutto il territorio nazionale, a partecipare a gruppi di lavoro e di studio per contribuire al miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro delle Persone”.
Di grande interesse le iniziative che Unisin sta portando avanti come ricorda il Segretario Generale “contro le discriminazioni di genere, per il miglioramento del clima aziendale inquinato dalle pressioni commerciali, per il sostegno alla legalità con l’adesione al progetto L’Agenda Ritrovata, la collaborazione con le istituzioni scolastiche nell’ottica di avvicinare i giovanissimi al mondo del lavoro e sensibilizzarli alle tutele che la legislazione prevede”.
Non poteva mancare il ricordo da parte di Emilio Contrasto della grave perdita subita dal Comitato scientifico della rivista con la scomparsa dell’avvocato Gerardo Marotta, presidente dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, istituzione di alta cultura nota a livello internazionale, che il Segretario Generale ricorda come “illustre giurista e uomo di cultura” con il quale aveva instaurato una profonda collaborazione, rivolta soprattutto ai giovani, che proseguirà con Massimiliano Marotta che oggi presiede l’IISF ed entra a far parte del Comitato scientifico di Professione Bancario.
La rivista, consultabile all’indirizzo www.professionebancario.it,  in questo numero approfondisce i seguenti temi: La “flexicurity” (avv. prof. Umberto Aleotti); L’assegno divorzile e l’assegno di mantenimento nell’evoluzione giurisprudenziale (avv. Antonella Verde); Il principio delle pari opportunità nell’Unione europea (prof. Antonio Lanzaro).
Alessandra Desideri

La storia straordinaria di Girolamo, l’italiano che sbarcò ad Honolulu

John Owen Dominis, principe consorte e governatore di Oahu, Honolulu, era di origini italiane, figlio di John Dominis, ovvero del conte Girolamo di Dalmazia, un italiano di fine Ottocento fuggito dalla dominazione austroungarica di quel periodo e sbarcato negli Stati Uniti, a Boston,  nel 1823. Lì, il conte Girolamo cambiò nome e sposò una certa Mary Jones, facoltosa figlia di mercanti bostoniani, dalla quale ebbe, appunto, suo figlio John Owen, futuro sovrano nel Pacifico. Questa storia, infatti, inizia come molte, immigrazione, ricerca di una vita migliore etc, ma poi prende una piega inaspettata e rocambolesca, degna di un romanzo salgariano. Da Boston, infatti, Mr. Dominis, fu conte di Dalmazia, salpò presto. Capitano esperto e coraggioso, fu tra i primi a riuscire a penetrare nel territorio dell’Oregon, dove importò per la prima volta pecore e semi di pesco e inventò uno strumento per calcolare la tela da impiegare nella fabbricazione delle vele; dall’Oregon alla volta di Honolulu, dove si trasferì con moglie e figlio nel 1846 e alla fine, come si conviene ad vero avventuriero, partì per un ultimo viaggio, non più come comandante ma come passeggero, con destinazione Manila e Cina, da cui non fece più ritorno.

Tuttavia la storia non finisce con la morte del capitano John Dominis; suo figlio sposò, poi, la principessa Lydia Kamaka’eha Pk e divenne principe consorte quando lei fu incoronata regina ad Honolulu.

Alla morte del principe consorte John Owen Dominis, la regina Lydia cercò di indagare sulle sue origini e su quelle del suocero, fino ad allora rimaste nel mistero. Scoprì, dunque, che i discendenti del capitano risiedevano a Zara ed erano originari dell’isola di Arbe, nella Dalmazia settentrionale, ancora sotto la dominazione austroungarica agli inizi del Novecento, assieme ad una porzione di nord Italia. La regina, affascinata dalla storia rocambolesca del suocero, scrisse a quei discendenti lontani per fargli visita, ma quelli, spaventati dall’indigena e non volendo compromettere il loro nome, le negarono il consenso. Lydia, nel frattempo destituita dagli americani, morì ad Honolulu 1917 senza scoprire le origini del marito e del suocero.

Eppure questa strana ed esotica storia si è salvata ed è arrivata fino a noi, assieme ad altre tutte raccolte in un volume dal titolo Storie straordinarie di italiani nel Pacifico, a dimostrazione di quanto valga il detto scolpito in tre righe sulla facciata del Palazzo della Civiltà Italiana: “popolo di Santi, poeti e navigatori”.

Rossella Marchese

Sarah Jessica Parker lancia le sue scarpe in Italia

Dici  e pensi alla moda ed al glamour: non a caso l’attrice che con i suoi look in Sex and The City ha fatto sognare una generazione di donne. Da sempre catalizza l’attenzione suoi suoi piedi, immancabilmente calzati in modelli da urlo, sandali preziosi, stivaletti haute couture, décolleté multicolor. Non stupisce che dall’alto dei suoi tacchi a stiletto, Sarah Jessica abbia deciso di lanciare una capsule collection in joint-venture con il gigante Amazon, per regalare a tutte le sue ammiratrici l’emozione di calzare una scarpa da sogno.

“La possibilità di collaborare con Amazon Moda in Europa è un’opportunità estremamente emozionante – ha detto l’attrice – Dopo aver lanciato la mia collezione con Amazon negli Stati Uniti circa un anno fa, adesso non vediamo l’ora di curarne una bella, creativa e attraente per i clienti europei. Unire le forze con Amazon Moda in Europa è un enorme privilegio per noi e siamo desiderosi di continuare a potenziare questa nostra relazione”.

A promuovere i prodotti ci pensa lei stessa, volto e testimonial del suo brand, anche sui social network. Secondo l’attrice, che adesso si cimenta come designer, le sue creazioni non sono soltanto belle, ma anche comode. “Le donne devono sentirsi sensuali, ma le scarpe devono essere pure una festa per i piedi” ha sottolineato. “Sappiamo che la collezione di scarpe di Sarah Jessica Parker è una di quelle che i nostri clienti adoreranno, le collezioni precedenti hanno registrato una forte domanda negli Stati Uniti, ora nostri clienti in Europa potranno beneficiare di un’ampia selezione che include alcune colorazioni esclusive, disponibili solo su Amazon”, ha dichiarato il Vice Presidente Amazon Fashion Europe. I modelli, prodotti in Italia, saranno disponibili online nella sezione moda di Amazon da ottobre 2017.

Nicola Massaro

Apocalisse di fuoco in Portogallo, incendio senza precedenti devasta ed uccide

Una intensa ondata di caldo africano, unita a venti molto forti e un fulmine che in queste condizioni climatiche estreme ha innescato, nella notte tra il 16 e il 17 giugno, un incendio di proporzioni gigantesche nella foresta di Pedrograo, nella zona centrale del Portogallo, a 30 km dalla città patrimonio Unesco di Coimbra.

Per giorni le fiamme non sono state domate, tanto era estesa l’area colpita, ma ad oggi, pur con il fuoco circoscritto e comunque ancora attivo, il bilancio tra vittime e feriti è pesantissimo: 63 morti accertati, tra cui 4 bambini, e 119 feriti. Delle vittime accertate, tra cui intere famiglie che campeggiavano nella zona, buona parte sono state ritrovate carbonizzate nelle proprie automobili, sorprese e rimaste bloccate dalle fiamme sulla strada statale 236, che attraversa la fitta foresta di pini ed eucalipti e che si è trasformata in una trappola impenetrabile.

“La più grande tragedia con vittime in un incidente di questo tipo”, ha dichiarato il Premier Antonio Costa, mentre il Ministro della Difesa, Jorge Gomes, ha spiegato che la nube di fumo generatasi dalla vastità dell’incendio ha rallentato gli elicotteri e gli aerei antincendio nell’opera di spegnimento dei vastissimi focolai.  Intanto sono stati proclamati tre giorni di lutto nazionale.

Tuttavia si è fatto il possibile e l’impossibile per domare le fiamme.

Il dispiegamento delle forze messe in campo è stato imponente: 700 pompieri attivi su quattro fronti, due ancora violenti, e squadre di psicologi a dare sostegno ai sopravvissuti, molti dei quali in stato di shock per la perdita dei loro familiari; ma anche l’Unione Europea sta facendola sua parte e il Presidente della Commissione Junker ha subito annunciato l’attivazione del meccanismo UE di protezione civile che porterà a Lisbona uomini e risorse. Spagna e Francia hanno inviato mezzi aerei per aiutare il Portogallo a lottare contro le fiamme e anche due canadair italiani sono partiti a dare manforte.

Escluso il dolo, la natura è, dunque, l’unica responsabile della tragedia, con delle condizioni climatiche estreme alle quali, evidentemente, l’uomo ancora non sa far fronte.

Tutto questo all’indomani dell’uscita degli Stati Uniti, secondo inquinatore globale dopo la Cina, dagli Accordi di Parigi sulla lotta ai cambiamenti climatici e dei tweet di Trump sul concetto di riscaldamento globale, inventato, a suo dire, da e per i cinesi con l’obiettivo di annullare la competitività dell’industria americana.

Rossella Marchese

 

Antonio Lanzaro: una vita da Presidente

 

Significativo titolo quello scelto da Antonio Lanzaro per il suo libro: “Una vita da Presidente. Ricordi di un Lasalliano, Napoletano e Democristiano”, il racconto della sua vita e dei suoi molteplici impegni.

Ne parliamo con lui nella sede della Fondazione Casa dello Scugnizzo onlus di cui è, appunto, Presidente.

Professor Lanzaro, come è nato questo libro autobiografico?

Ho iniziato a buttar giù le idee per questo libro molte volte, ma sempre, per un motivo o per un altro, nel corso di questi ultimi dieci anni ho dovuto desistere dal completarlo. Ora la mia creatura che racconta la storia della mia vita e dei miei molteplici interessi ed impegni ha visto la luce.

Ho voluto raccontarmi soprattutto per i miei nipoti, affinché sappiano chi è stato il nonno.

Ricordi di un Lasalliano, Napoletano, Democristiano…

Lasalliano perché ho studiato all’Istituto De La Salle e ho partecipato attivamente e fattivamente alla vita dell’associazione degli ex alunni, Napoletano non necessita spiegazione, Democristiano perché ho militato nelle fila della DC e ho avuto incarichi politici diventando anche consigliere comunale.

Attraverso la sua storia si ripercorre anche la storia di una città, Napoli, meravigliosa nelle sue mille contraddizioni?

Sì, ho dedicato il libro, alla mia Napoli. Attraverso gli eventi, i fatti, le vicissitudini della mia vita, ho voluto rendere omaggio a Lei, alla sua storia, alla sua cultura, alle sue tradizioni, alla poesia, alla musica, alla pittura e perché no anche al calcio.

Perché anche il calcio?

Con il calcio il popolo napoletano, quello vero, quello genuino che non tradisce, manifesta il suo amore per la città.

Una vita intensa la sua?

Sì, ho incominciato molto giovane a 19 anni a seguito della morte di mio padre, ho dovuto rimboccarmi le maniche e lasciarmi alle spalle quella che si può definire una vita dorata, ho dovuto studiare e mandare avanti le aziende familiari, e nel poco tempo rimasto cercare di vivere anche la gioventù. Marito felice e ancora innamorato di Anna e padre altrettanto felice di Bianca, Daniela e Ugo. Nonno orgoglioso di Antonio e Roberto, sono stato impegnato nell’associazionismo, nella cultura, nel sociale, nella politica e nell’insegnamento.

Professor Lanzaro è docente universitario, quanto importante è questa esperienza nella sua vita?

Fondamentale, nel 1982 cominciai la carriera universitaria, con passione, abnegazione, sempre vicino ai giovani: ne ho laureati circa 500. Ho tenuto contemporaneamente gli insegnamenti di Diritto dell’Unione Europea, Tutela internazionale dei diritti umani, Diritto internazionale privato presso la scuola di specializzazione della Facoltà di Giurisprudenza. E altri insegnamenti che sinceramente ora non ricordo più.

Anche la sua attività di conferenziere è stata ricca?

Sì, ho tenuto moltissime conferenze.

Veniamo alla Fondazione Casa dello Scugnizzo…

Ho assunto la presidenza della Fondazione Casa dello Scugnizzo perché ritengo importante, nel panorama napoletano e non solo, questa esperienza fondamentale per il territorio su cui insiste. Sono consapevole delle tantissime quotidiane difficoltà in cui ci dibattiamo ma sono certo che la Fondazione, anche con l’aiuto di tutti coloro che vi collaborano, sta svolgendo, seppure fra grandi difficoltà economiche, la sua missione.

Alessandra Desideri

 

 

 

 

A Los Angeles è stato acceso il bat-segnale per salutare Adam West, ed anche Napoli omaggia l’attore statunitense

È stato il volto di Batman per un’intera generazione, icona del piccolo schermo prima che il cinema si appropriasse dei tormenti interiori e delle prodezze di Bruce Wayne. Adam West, protagonista della sere tv Batman, è morto a 88 anni dopo “una breve ma coraggiosa” battaglia contro la leucemia. L’annuncio è stato dato dalla famiglia: “Nostro padre si è sempre visto come il Cavaliere luminoso, aspirava a influenzare in modo positivo la vita dei suoi ammiratori, è stato e resterà il nostro eroe”.

William West Anderson era nato a WallaWalla, Washington, e a 15 anni si era trasferito con la madre a Seattle, dopo il divorzio dei genitori. Alla fine del servizio militare l’approdo a Hollywood. Cambia il proprio nome il Adam West, inizia a lavorare nelle serie tv, da Bonanza a Perry Mason Bewitched. Nel 1966 Batman debutta sulla Abc, West  è il protagonista e Burt Ward interpreta Robin. Sullo sfondo Gotham City e, intorno, cattivissimi dai costumi eccentrici e coloratissimi. Il telefilm fu subito un successo, grazie allo stile ironico, camp, lontano dalle atmosfere dark che in futuro avrebbero caratterizzato le produzioni cinematografiche dedicate al personaggio. Scazzottate a tempo di musica, le scritte onomatopeiche a mo’ di fumetto, il tema musicale composto da Neal Hefti: questi alcuni degli elementi che contribuirono a rendere un cult la serie che si rivolgeva soprattutto a un pubblico di giovani e giovanissimi ai quali ricordava, ad esempio, l’importanza di allacciare le cinture di sicurezza, di bere latte, di mangiare verdure, di fare i compiti.Molti gli omaggi in suo ricordo. La promessa è stata mantenuta, di fatti a poche ore dalla sua scomparsa, il cielo di Los Angeles si è illuminato per salutare il divo. Una commemorazione che non poteva essere fatta altrimenti.

Alla presenza del sindaco della città degli angeli, Eric Garcetti, e del capo della polizia, Charlie Beck, il Bat-segnale – la trovata del commissario Gordon per chiedere aiuto all’eroe col mantello per vegliare su Gotham City – è apparso sulla facciata del municipio. Il primo cittadino, come racconta The Hollywood Reporter, ha dichiarato alla folla scesa in strada per ricordare West: “Come voi, tutti noi abbiamo trascorso molte ore davanti alla tv, alla stessa Bat-ora, sullo stesso Bat-canale. Adam West ci ha insegnato che ognuno di noi ha un cuore d’oro”.

Anche Napoli non si è sottratta all’onere, infatti Lorenzo Ruggiero, disegnatore Dc Comics e Marvel, firma un nuovo tributo a Batman-Adam West prendendo spunto dall’omaggio fattodalla città di Los Angeles. Spiega la matita napoletana dei super eroi Usa: “L’idea alla base del mio disegno nasce dall’iniziativa della città di Los Angeles in collaborazione con la Warner Bros di concedere un ultimo saluto a Adam West, l’attore che ha interpretato Batman nella celebre serie tv degli anni ’60 e scomparso qualche giorno fa, accendendo il classico faro con il simbolo di Batman nel cielo della città californiana. Ho voluto tributare anche io un ultimo saluto a colui che resterà sempre per me l’interprete meraviglioso del Batman colorato della mia infanzia, illuminando il cielo notturno della mia città con il bat-segnale luminoso”.

Nicola Massaro

Unisin Campania: NO alle discriminazioni di genere sui luoghi di lavoro

 

Si è svolta  ieri presso l’Antisala dei Baroni al Maschio Angioino la tavola rotonda  avente ad oggetto  il “Benessere aziendale e sicurezza sul lavoro. Oltre le discriminazioni di genere” –  tema che  interessa le lavoratrici e lavoratori di tutti i comparti e settori produttivi sia pubblici che privati – organizzata da Arcigay Napoli e Unisin Regionale Campania nell’ambito delle iniziative sulla sicurezza sul lavoro promosse dall’Osservatorio “Napoli Città Sicura”, presieduta dal consigliere Vincenzo Solombrino.

Il fenomeno della discriminazione di genere sui luoghi di lavoro se non adeguatamente monitorato e contrastato può condurre a gravi problemi organizzativi, che portano ad un progressivo deterioramento del clima aziendale con ripercussioni a livello economico-produttivo e di salute. L’iniziativa è stata concepita come un primo momento di forte riflessione e confronto per proporre nuove buone prassi o mettere a frutto esempi di quelle già esistenti e allo stesso tempo testimoniare con casi reali quelle che sono le difficoltà e i fattori discriminanti che lavoratrici e lavoratori incontrano sui luoghi di lavoro.

Hanno partecipato ai lavori, Enrico Panini, assessore al Lavoro del Comune di Napoli, Vincenzo Solombrino, presidente dell’Osservatorio per la Sicurezza sui luoghi di lavoro, Antonello Sannino presidente dell’Arcigay Napoli, Giuseppe Cantisano, Capo dell’Ispettorato  Territoriale del lavoro di Napoli, Adele Pomponio, direttrice vicaria Direzione regionale INAIL, Consigliera supplente regionale di Parità Luisa Festa, Salvatore Adinolfi e Bianca Desideri rispettivamente presidente e segretario regionale di Unisin Regionale Campania e Daniela Foschetti, segretario nazionale UNISIN e segretario di riferimento Unisin Donne & Pari Opportunità.

La tavola rotonda è stata arricchita dall’intervento dei professori dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Luigi Maria Sicca del Dipartimento Economia, Fabio Corbisiero dell’Osservatorio LGBT e Antonella Batà della facoltà di ingegneria, nonché dagli approfondimenti dell’Avv. Antonella Verde, di  Marianna Piccirillo dell’Ordine degli Psicologici della Campania e di Pietro Di Nono dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro.

Maria Grazia Palmarini

 

Un NO deciso alle discriminazioni di genere sul lavoro. Se ne discute al Maschio Angioino

“Benessere aziendale e sicurezza sul lavoro. Oltre le discriminazioni di genere” è il titolo della tavola rotonda che si terrà a Napoli lunedì 26 giugno 2017 ore 10 presso l’Antisala dei Baroni al Maschio Angioino, organizzato da Arcigay Napoli e Unisin Regionale Campania nell’ambito delle iniziative sulla sicurezza sul lavoro promosse dall’Osservatorio “Napoli Città Sicura” presieduta dal consigliere Vincenzo Solombrino, con la preziosa partecipazione dei partners dell’Osservatorio.

Una mattinata di approfondimento su una tematica che interessa le lavoratrici e lavoratori di tutti i comparti e settori produttivi sia pubblici che privati e da cui non è esente neppure la Pubblica Amministrazione. Fenomeno, quello della discriminazione di genere sui luoghi di lavoro, che se non adeguatamente monitorato e bloccato sul nascere può condurre a gravi problemi organizzativi che portano ad un progressivo deterioramento del clima aziendale con ripercussioni a livello economico-produttivo e di salute.

“Sarà una giornata di lavori interessante e proficua” dichiara l’Assessore al Lavoro del Comune di Napoli, Enrico Panini. “Un’occasione unica per mettere al centro dell’attenzione dei cittadini e per affrontare da più punti di vista un tema delicato come quello della discriminazione di genere sui luoghi di lavoro. La tutela e il rispetto delle lavoratrici e dei lavoratori è un fatto imprescindibile e qualsiasi forma di comportamento discriminatorio in azienda va, di fatto, censurato con fermezza”.

“Credo sia assurdo che – dichiara il Presidente dell’Osservatorio per la Sicurezza sui luoghi di lavoro, Cons. Vincenzo Solombrino –  al giorno d’oggi, ci siano ancora discriminazioni nei confronti di donne, comunità LGBT o diversamente abili, e sono convinto che debellare questa odiosa piaga, può solo favorire una migliore resa lavorativa da parte di quelle persone che -anzi- spesso si distinguono per doti fuori dal comune, proprio al fine di raggiungere un sereno “benessere aziendale”.

“L’evento del 26 giugno voluto da Arcigay Napoli e Unisin Regionale Campania insieme all’Osservatorio del Lavoro del Comune di Napoli – evidenzia il presidente dell’Arcigay Napoli Antonello Sannino – è un evento centrale nel calendario del Pride napoletano di quest’anno. Il benessere dei lavoratori e della lavoratrici – prosegue – passa necessariamente da nuove prospettive di tutela del genere sui luoghi di lavoro. Non possiamo assolutamente accontentarci di politiche strutturate su quote, rosa o arcobaleno, ma dobbiamo spingere verso un profondo cambiamento culturale solo parzialmente costruito negli ultimi anni. Il mondo del lavoro è ancora fortemente discriminatorio nei confronti delle donne e della comunità LGBT, – continua Sannino – e in questa in particolar modo per le persone transessuali che spesso vedono negato l’accesso al mondo del lavoro. Ma bisogna soprattutto aiutare percorsi che portino finalmente a denunciare con maggiore facilità comportamenti discriminatori, che difficilmente emergono in quadro di forte precariato.”

“Benessere organizzativo, sicurezza sul lavoro e clima aziendale – dichiarano Salvatore Adinolfi e Bianca Desideri rispettivamente presidente e segretario regionale di Unisin Regionale Campania – sono gli ingredienti imprescindibili per la salute psico-fisica delle lavoratrici, dei lavoratori e per la stessa crescita delle imprese, mentre la costrittività organizzativa, le pressioni commerciali, le molestie sessuali, i comportamenti discriminatori di genere e verso le persone con disabilità, l’utilizzo di linguaggio verbale e non verbale distorti e non rispettosi della Persona, della professionalità e della dignità umana non fanno altro che provocare disagio e stress e cattivo funzionamento dell’impresa. Cosa fare? Quali tutele? Come difendersi? La tavola rotonda organizzata in collaborazione con Arcigay Napoli e con la collaborazione dei partners dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro del Comune di Napoli – proseguono Adinolfi e Desideri – vuole essere un primo momento di forte riflessione e confronto per far emergere le difficoltà incontrate sui luoghi di lavoro dalle lavoratrici e dai lavoratori e proporre nuove buone prassi o mettere a frutto esempi di buone prassi già esistenti e allo stesso tempo testimoniare con casi reali quelle che sono le difficoltà e i fattori discriminanti che lavoratrici e lavoratori incontrano sui luoghi di lavoro”.

“Le continue modifiche organizzative che in molti settori, fra i quali quello bancario, si stanno verificando nel corso di questi anni – evidenzia Daniela Foschetti, segretario nazionale UNISIN e segretario di riferimento Unisin Donne & Pari Opportunità – portano immancabilmente criticità nell’organizzazione aziendale. Il benessere aziendale è tema di grande attenzione, anche in fase di contrattazione nazionale e di secondo livello, nel settore bancario, interessato, purtroppo, in quest’ultimo periodo da una forte tensione sulle lavoratrici e sui lavoratori che risultano sottoposti a varie forme di pressioni anche commerciali che immancabilmente gravano maggiormente sulle donne, sulle persone con disabilità e su coloro che si trovano in una condizione di difficoltà. UNISIN è da sempre attenta, come Organizzazione Sindacale, – prosegue Daniela Foschetti – al tema delle discriminazioni di genere e sta ponendo in campo molte iniziative e campagne di sensibilizzazione per favorire il loro superamento”.

La partecipazione all’evento vale ai fini dell’acquisizione di n. 4 crediti formativi per gli iscritti all’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Napoli  e n. 2 crediti formativi per gli iscritti all’Ordine degli Avvocati di Napoli.

Tutti gli interventi nella locandina al link:

http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/33188

 

Per il Natale 2017, dopo Nalbero arriva il Corno

E dopo Nalbero, il progetto per il prossimo Natale è ancora più strepitoso e ambizioso. Alla Rotonda Diaz verrà innalzato un gigantesco corno portafortuna di colore rosso fuoco, con dimensioni impressionanti, tanto da far impallidire l’albero di tubi realizzato lo scorso anno. Infatti il corno sarà più alto di venti metri e raggiungerà quota sessanta metri, sarà anche più largo dei venti metri misurati per Nalbero e arriverà a trenta metri di diametro alla base, un vero gigante, visibile a occhio nudo dall’isola di Capri.

La proposta per la nuova installazione natalizia, è stata presentata a Palazzo San Giacomo dalla Italstage, l’azienda che ha creato il discusso albero nel 2016 e che spesso riesce a vincere bandi per la realizzazione di palchi e strutture nel Comune di Napoli. Evidentemente la proposta dev’essere piaciuta molto al Comune, perché senza indugio è scattata la procedura ufficiale per chiedere la presentazione di progetti alternativi per riempire la Rotonda Diaz: potranno partecipare consorzi, associazioni, fondazioni, società. Ma tutti  avranno un obbligo da rispettare che è quello del tema imposto dal Comune stesso ed il tema quest’anno è «Napoli e la scaramanzia». In sostanza, potrà anche esserci qualcosa di diverso rispetto al gigantesco corno, ma sarà comunque collegato al principio della scaramanzia.

Così com’è stato per Nalbero, anche il progetto ufficiale del corno prevede la possibilità di accesso all’interno, con le stesse modalità dello scorso anno, solo che questa volta si potrà arrivare più in alto e ci saranno ambienti molto più grandi per lo shopping center che verrà installato alla base della struttura. Il documento che presenta la proposta dell’Italstage e chiede la presentazione di proposte alternative, porta la firma della dirigente Gerarda Vaccaro la quale, evidentemente, era estremamente ispirata quando ne ha dettato il contenuto, dichiarando: “Napoli, con il suo popolo ricco di sensibilità e fantasia, è considerata la città scaramantica per eccellenza. Il malocchio, la jella, la sfortuna, la scaramanzia, sono parti integranti della cultura di Napoli e dei napoletani da sempre legati a questo rito propiziatorio – scrive la dirigente Vaccaro di suo pugno. E prosegue – Magia e superstizione si diffondono fin dai tempi più remoti nell’atmosfera partenopea: ‘o munaciello, ‘a bella ‘mbriana, la smorfia, il corno portafortuna sono solo alcuni degli elementi distintivi delle credenze napoletane”

Nicola Massaro

Donatella Versace ricorda Gianni e i suoi grandi classici

Era la mattina del 15 luglio 1997 quando Gianni Versace morì a Miami. A Milano, a 20 anni di distanza, Donatella Versace vuole rendere omaggio a Gianni. “Tra poche settimane sono 20 anni che mio fratello è morto. Sono voluta tornare a casa, facendogli un omaggio”, spiega Donatella Versace prima della presentazione della collezione maschile per l’estate 2018, tornando a sfilare in via Gesù dove ha sede il quartier generale dell’azienda. “Non sono solo io che voglio rendergli omaggio, ma anche i millennials chiedono le camicie iconiche con le stampe, dichiara, quest’anno volevo fare una cosa intima e personale. Io adoro i social media, per questo volevo un ritorno al contatto umano. Forse noi stilisti dobbiamo fare un bagno di umiltà e ammettere che a dettar legge nella moda non sono tanto le nostre idee quanto le richieste del mercato” dice Donatella Versace poco prima di far sfilare una collezione che per l’estate 2018 riassume i tratti iconici del brand più amati dai cosiddetti millennial. Ci sono borchie e meduse, le mitiche stampe d’archivio “Angelo”, “Balletto” e “Cornice” e quei gessati punk con la rigatura fatta da una minuscola catenella di metallo che nell’ultimo decennio del secolo scorso cambiarono i connotati agli abiti a righe. Non mancano greche, corone, il logo in tutte le salse e gli adorati colori pastello dal rosa, al celeste fino al giallino, che nelle collezioni estive del brand non sono mai mancati. Tutto ha un sapore di deja vu per chi ha vissuto quell’irripetibile stagione dello stile che è venuto meno con la scomparsa diGianni Versace. Per quelli che oggi hanno vent’anni è tutto nuovo, compreso il rito della sfilata nel giardino di via Gesù. Rivivono le celebri stampe un tempo tipiche delle camicie in seta-foulard che compaiono invece su blouson sportivi matelassé, sottilissimi K-way e una specie di grosso marsupio portato però a spalla come uno zaino. Le camicie sono invece fatte con metà stampa di un tipo e metà dell’altro con un encomiabile sforzo di piazzamento per far combaciare nello stesso capo due disegni diversi. Tutto è fresco, leggero e portabile, “una collezione piena di passione” dice la bionda signora del made in Italy aggiungendo un paio di fulminanti note di costume. La prima è sulla vera funzione della moda: dire attraverso i vestiti cosa succede nel mondo. La seconda riguarda gli influencer che prendono fior di soldi dalle aziende per indossare i capi firmati, ma ciò nonostante dettano legge sul web. “Pensare che mio fratello è morto prima della diffusione mondiale di Internet” conclude elogiando comunque la grande capacità di mixare le cose che i giovani hanno.

Nicola Massaro

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