Transizione sostenibile sulle rotte della Cultura

Dalla blu economy segnali virtuosi per l’agenda globale 2050.

Il Green deal europeo annunciato nel dicembre 2019 dalla Commissione Europea, ha sancito l’obiettivo di rendere l’Europa, climaticamente neutrale entro il 2050.

Un traguardo ambito che impegnava il vecchio continente ad azzerare le emissioni di carbonio per diventare il primo continente a rimuovere dall’atmosfera tutta la CO2 che si produrrebbe entro quella scadenza.

La tempesta perfetta scatenatasi con l’avvento della pandemia Covid-19 prima e l’invasione della Russia in Ucraina nel febbraio 2022, hanno destabilizzato con traumi profondi i principali equilibri geopolitici del globo imponendo giorno dopo giorno una “economia di guerra” con provvedimenti politici contingenti atti a contrastare le ricadute economiche e sociali del conflitto bellico, sui Paesi più esposti dell’area euromediterranea.

In questo scenario, a dir poco instabile, è il comparto dello shipping internazionale a muovere passi importanti, non procrastinabili, nel programma di adeguamento energetico delle flotte.

Se la definizione di uno standard globale circa l’adozione di combustibili eco compatibili è ancora lontano,  l’alimentazione dual – fuel  con il ricorso privilegiato al GNL come combustibile prioritario nella navigazione sta prendendo il largo nelle strategie politiche dei principali armatori internazionali.

É entrata in esercizio a novembre 2018 la prima nave alimentata a GNL nei porti italiani, il traghetto «Elio» di Caronte & Tourist che fa servizio tra Messina e Villa San Giovanni.

La nave è dotata di due serbatoi di GNL da 150 mc ciascuno.

Da poche settimane Monfalcone ha visto  il varo di “Sun Princess”, la prima di due navi da crociera a gas naturale liquefatto per Princess Cruises.

175.500 tonnellate di stazza lorda per la nave più grande finora costruita in Italia.

Prima nave da crociera a LNG mai costruita da Fincantieri e prima nave dual-fuel alimentata principalmente a LNG nella flotta di Princess.

Il ricorso al GNL è stato promosso da altre importanti compagnie marittime con significativi ordinativi in diversi cantieri internazionali. Da MSC Crociere sino a importanti vettori del cabotaggio nel Mediterraneo: i traghetti di Corsica Ferries (nel 2019 la commessa affidata ai cantieri Visentini); la compagnia Baleària attiva sulle rotte da Barcellona e Valencia per le Baleari.

Anche la compagnia regionale Caronte & Tourist in convenzione con i servizi di collegamento marittimo in Sicilia,  ha firmato l’ordine per la costruzione di un nuovo traghetto alimentazione dual-fuel diesel – Gnl,  presso un cantiere turco.

L’abbattimento delle emissioni tossiche e dei gas di scarico passa anche per una riorganizzazione strutturale  sostenibile nei porti resi compatibili con l’esigenza di una reale transizione energetica.

In questo ambito l’elettrificazione delle banchine, resa possibile dalla tecnologia definita

on-shore power supply o più comunemente cold-ironing, già avviata in diversi porti americani,

è stata proposta, con un progetto dedicato, già nell’aprile 2020, nello scalo marittimo di Porto Torres (Sassari).  Un progetto che coinvolgerebbe il porto del nord Sardegna insieme ad altri scali nazionali fra i quali Taranto, Genova e Livorno.

La transizione energetica in atto nello shipping mondiale è accompagnata in molte realtà nel comparto del cabotaggio mediterraneo da iniziative culturali collaterali alla mission del trasporto passeggeri. Campagne di comunicazione che accompagnano soprattutto il flusso turistico, in avvio della stagione estiva nei collegamenti con le isole maggiori italiane mete privilegiate d’importanti fette del mercato vacanziero internazionale.

Con il graduale ripristino dei noli passeggeri, dopo il crollo tombale dovuto alle chiusure per l’emergenza sanitaria, riprendono alcuni felici sodalizi fra alcune compagnie marittime e diversi produttori di eventi culturali.

Da non dimenticare il tradizionale concerto inaugurale nella traversata marittima da Livorno a Golfo Aranci  che ha dato puntualmente il via alle edizioni estive di un appuntamento culto nella ribalta musicale internazionale, il Time in Jazz a Berchidda. Così anche la passata  trentacinquesima edizione ha vissuto il felice prologo, il nove agosto 2022, con l’esibizione della Funky Jazz Orchestra diretta da Antonio Meloni a bordo della nave gialla di Sardinia Ferries.

Così la ripresa della storica rassegna polifonica del Festival Voci d’Europa, organizzato a Porto Torres giunta nello scorso settembre alla sua trentanovesima edizione e sostenuta con il contributo di Grimaldi Lines.

Anche la compagnia marittima regionale sarda Delcomar, in questa manifestazione aveva ospitato il Coro Polifonico Turritano con un concerto in itinere in una delle traversate diurne da Porto Torres a Cala Reale (Asinara) sul traghetto Sara D.

Torna, dopo la sospensione imposta dalla pandemia, la “Festa dei libri e delle rose”, che ricorre il 23 aprile in concomitanza con la Giornata Mondiale del Libro. Dal 21 al 27 aprile,  navigherà Una nave di libri per Barcellona. La partenza è prevista da Civitavecchia nella tarda serata del 21 aprile con la Cruise Roma di Grimaldi Lines, il ritorno nella serata del 27.

L’iniziativa, forte di dieci edizioni, dal 2010 si avvale del supporto di Agra Editrice, in collaborazione con Leggere: tutti, ANP (Associazione nazionale presidi) e con il patrocinio dell’Istituto Italiano di Cultura di Barcellona. Analoga manifestazione ripresa nel mese di marzo,aMare Leggere – Festival di letteratura per studenti”, traversate marittime letterarie dedicate ad alcune centinaia di studenti provenienti da tutta Italia. Con loro a bordo della Cruise Ausonia scrittrici e autori attivi con le principali case editrici nazionali.

Luigi Coppola

 

 

(Foto: Samule Schirra, ufficio stampa edizione 2022 Festival di polifonia Voci d’Europa)

Marzo Donna in Poesia. Armando Fusaro: ‘E ffemmene

Bisogna ricordare continuamente le lotte sociali e politiche che le donne hanno fatto e devono continuare a fare, per la parità della loro vita.

Vi proponiamo in lingua napoletana e in lingua italiana la poesia di Armando Fusaro:

 

Onore e dignità alle donne

‘E ffemmene

 

A Nnapule e p’‘o munno…

pulecenella dice: cu  gran

facilità, s’è aizato ‘o muro

all’ ammòre e â dignità.

 

Ogge ‘a femmena ‘e casa

nisciuno cchiù ‘a vò fa!…

Sentenno ‘e raggiunà

po’ a ttanta ggiuventù…

se capisce ‘o ppecchè

e gghiesce fòre ‘a verità.

 

‘O Senato ‘o Parlamento,

fanno cunferenze, riunione,

parlane tanta chisti putiente

e, fanno poco, quase niente!…

 

Nunn’ è colpa d’‘e ffemmene,

si ‘o lavoro nun ce stà!…

Nisciuno dà na vera mano

â ggiuventù ca se vò spusà.

 

Ogge ‘a famiglia è gghiuta

‘nfunno e nun ce stà  futuro

po’ munno, se vo’sulo ggiudicà

senza sapè n’ato comme stà!!!…

 

Allora nzieme a pulecenella

‘o populo s’ha dda mparà!..

Nunn’ ha dda dì cu facilità…

 

Ogge‘a femmena ‘e casa

nisciuno cchiù ‘a vo’ fà.

Armando Fusaro

 

 

Onore e dignità alle donne

       

A Napoli e per il mondo

parità sociale non c’è.

Le donne sono maltrattate

sfruttate e sottopagate…

la voce  resta inascoltata.

 

Il popolo dice con faciltà…

la donna non vuole restare

in casa, la casalinga

nessuna vuole farla più!…

 

Si è alzata una barriera

all’amore e alla dignità.

 

Ascoltando le ragioni

di tanti validi giovani,

si comprende il perché

e salta fuori la verità.

 

Il Senato, il Parlamento,

fanno conferenze e riunioni,

parlano tanto questi potenti

e, fanno poco, quasi niente!

 

Non è colpa delle donne

se il lavoro non c’è!…

Nessuno da un vero aiuto

alla gioventù, che vuole

sposarsi e mettere su famiglia.

 

Oggi la famiglia ha toccato

il fondo e, non c’è più futuro

per il mondo; si vuole solo

giudicare, senza conoscere

le condizione degli altri.

 

E allora pulcinella, il popolo

deve imparare, non solo

giudicare con superficialità!…

 

Oggi la donna casalinga

nessuna vuole farla più…

Armando Fusaro

 

Luigi Esposito e Il Sole e l’Oblio

Ancora una volta protagonisti del romanzo di Luigi Esposito “ll Sole e l’Oblio” sono Luigi e Sandro, con altre figure tra cui Elena, un giovane avvocato che lavora in uno studio a Napoli e che alla fine della narrazione e della storia vedrà cambiata per sempre la sua vita professionale.

I due amici l’uno prete e l’altro antiquario non sono nuovi ad imprese che hanno in sé qualcosa di misterioso e allo stesso tempo pericoloso. Questa loro avventura li porterà a immergersi in una situazione che va al di là della loro immaginazione e che li lascerà anche stavolta segnati per sempre.

“Una leggenda senza tempo, un mito senza storia, le origini della creazione” sono al centro del loro percorso verso una conclusione che vedrà ricompensati tutti i protagonisti della storia.

Non vi sveliamo di più per lasciare al lettore il piacere di scoprire il mistero pagina per pagina.

Bianca Desideri

Giornata Mondiale della Poesia. Solo la poesia ispira poesia

Solo la poesia ispira poesia

Ralph Waldo Emerson

Oggi si celebra la Giornata Mondiale della Poesia. La data, che segna anche il primo giorno di primavera, riconosce all’espressione poetica un ruolo privilegiato nella promozione del dialogo e della comprensione interculturale, della diversità linguistica, della comunicazione e della pace. La celebrazione della Giornata Mondiale della Poesia rappresenta “l’incontro tra le diverse forme della creatività, affrontando le sfide che la comunicazione e la cultura attraversano in questi anni”, spiega Giovanni Puglisi, già Presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco. “Tra le diverse forme di espressione, infatti, ogni società umana guarda all’antichissimo statuto dell’arte poetica come ad un luogo fondante della memoria, base di tutte le altre forme della creatività letteraria ed artistica”.

Cos’è la Poesia?

Certo, un componimento in versi! Definizione universalmente riconosciuta e tecnicamente ineccepibile. Tutti i dizionari vi concordano, taluni ci spiegano anche che l’etimologia della parola poesia sia da ricollegare al latino pŏēsis dal greco ποίησις, derivato a sua volta da ποιέω, produrre, fare, creare ed, in senso più ampio, comporre. Andando ancora più indietro, si risale alla radice sanscrita pu- che ha appunto il significato di generare, procreare.

Tutto parrebbe davvero molto concreto. Forse, chissà per sottolineare l’immane fatica che si compie per crearla: un viaggio faticoso, scosceso, una scalata a mani nude ad esemplificare un dolore che per tanti è condizione ontologica. Dalla prima poetessa della storia di cui si abbia notizia, la sacerdotessa sumera Enheduanna, vissuta nella Mesopotamia del XXIV secolo a.C., per raccontare una quotidianità quasi atemporale, una vita vissuta in una costante condizione di anonimato in cui, eppure, nell’anno manzoniano, ricordando Il Cinque Maggio non si stenta a non riconoscere il contesto storico in cui la vita si svolge. Un balsamo in un tempo politico, sociale ed economico che grida l’impellente bisogno di tessere un dialogo con sé stessi, per lenire la conflittualità interiore.

Ed il fine, lo scopo della Poesia? Qual è? No, è un mezzo: la Poesia ci aiuta ad esprimere ciò che non siamo capaci di comunicare, “la poesia educa il cuore, la poesia fa la vita, riempie magari certe brutte lacune, alle volte anche la fame, la sete, il sonno.”, scriveva Alda Merini, nata proprio il 21 marzo, neLa pazza della porta accanto”.

Ed ora, la voce dei Poeti per provare a definire ciò che esprime bellezza, gioia, allegria, serenità, ma anche afflizione, tormento, amarezza, malinconia e rimpianto.

Per Charles Bukowski “La poesia dice troppo in pochissimo tempo.

Per Stéphane Mallarmé “La poesia il sublime mezzo per il quale la parola conquista lo spazio a lei necessario.”

Per George Steiner “L’incertezza di significato è poesia incipiente.”

Per Antonin Artaud “La poesia è molteplicità triturata e che restituisce fiamme.”

Per Andrea Zanzotto “La poesia è sempre più di attualità perché rappresenta il massimo della speranza.”

Per Thomas Stearns Eliot “La poesia è fuga dall’emozione.”

Per Edoardo Sanguineti “Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch’io chiamo poesia.”

Per Pier Paolo Pasolini “La poesia è qualcosa di oscuro che fa luminosa la vita.

Per Walt Whitman “La poesia (come una grande personalità) è il frutto di molte generazioni – di molte rare combinazioni. Per avere grandi poeti occorre avere anche un grande pubblico.

Per Pablo Neruda “La poesia è un atto di pace. La pace costituisce il poeta come la farina il pane.”

Giuseppina Capone

Gli Uffizi come miglior museo italiano, parola del World Art Awards 2023

Sullo sfondo di una Firenze ancora scossa per l’ennesima azione di protesta degli ambientalisti che il 17 marzo hanno imbrattato con vernice arancione lavabile la facciata di Palazzo Vecchio, sede del municipio in piazza della Signoria, arriva un doppio e prestigioso riconoscimento per il capoluogo Toscano.

Il sito internazionale “American Art Awards” riconosce la Galleria degli Uffizi, diretta da Eike Schmidt e situata proprio adiacente a Piazza della Signoria nel centro storico (e che dal 1° marzo 2023 ha alzato il costo del biglietto d’ingresso in alta stagione a 25 euro), come miglior museo italiano nel 2023, inserendolo inoltre nella top 20 dei musei più importanti al mondo nell’anno in corso.

Il sito ogni anno stila la classifica “World Art Awards”, selezionando 20 tra i più affascinanti spazi tra gallerie e musei dell’intero globo tramite criteri chiave per la scelta come: la reputazione nel settore, l’importanza delle mostre organizzate, i programmi socio-educativi, gli artisti rappresentati ed il numero dei visitatori.

Nelle motivazioni di “World Art Awards” si legge: “Per noi è il Best in Italy, il più visitato, il più grande e il più conosciuto al mondo. Alla galleria degli Uffizi vi sono esposte una collezione di opere inestimabili, in particolare del periodo del Rinascimento italiano. Giotto, Simone Martini, Piero della Francesca, Beato Angelico, Filippo Lippi, Botticelli, Mantegna, Correggio, Leonardo, Raffaello, Michelangelo, Caravaggio, nonché capolavori della pittura europea, soprattutto tedesca, olandese e fiamminga”.

Tra i Paesi premiati nel 2023, oltre all’Italia con gli Uffizi, vi sonoil Canada con la Vancouver Art Gallery, il Ghana con la Savannah Center for Contemporary Art, il Portogallo con la sua Balcony Contemporary Art Gallery, la Francia il cui museo migliore è quello delle Belle Arti di Lione e l’Inghilterra con la Wolverhampton Art Gallery.

Camilla Golia

Marzo Donna alla FoCS: Donne insieme in un impegno comune per una società più inclusiva

Nell’ambito delle iniziative di “Marzo Donna 2023 – Specchiarsi e Ri-specchiarsi…Conoscere e Ri-conoscere l’immagine di sé” dell’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Napoli, si terrà martedì 21 marzo 2023 alle ore 10.00 presso la Sala “Mario Borrelli” della Fondazione Casa dello Scugnizzo onlus in piazzetta San Gennaro a Materdei n. 3, Napoli, la tavola rotonda  “Una nuova stagione dei diritti: Donne insieme in un impegno comune per una società più inclusiva”.

L’iniziativa, organizzata dalla Fondazione Casa dello Scugnizzo onlus – Centro Studi e Ricerche “Mario Borrelli”  in collaborazione con l’Associazione Culturale “Napoli è”, inoltre, è inserita nel programma di celebrazioni del centenario della nascita del fondatore Mario Borrelli.

Saluti: Dott. Isabella Bonfiglio, Consigliera di Parità Città Metropolitana di Napoli; Arch. Giovanna Farina, Presidente Consulta Associazioni e Organizzazioni di volontariato ed ETS Municipalità 2; Dott. Enrico Platone, Consigliere delegato Consulta Associazioni e Organizzazioni di volontariato ed ETS Municipalità 2; Prof. Antonio Lanzaro, Presidente Fondazione Casa dello Scugnizzo Onlus.

Interventi: Dott.ssa Bianca Desideri, Giornalista – Giurista, Direttore Centro Studi e Ricerche “Mario Borrelli” Fondazione Casa dello Scugnizzo onlus; Avv. Argia Di Donato, Presidente Associazione NomoΣ Movimento Forense; Dott.ssa Claudia Napolitano, Comitato Regionale Campania Susan G. Komen Italia; Dott. Giuseppe Palmieri, Presidente Associazione Voce di… Vento; Renato Cammarota, Poeta – Cenacolo poetico Associazione Culturale “Napoli è”; Aldo Spina, attore.

“Con questa iniziativa – evidenzia Antonio Lanzaro, presidente della Fondazione Casa dello Scugnizzo onlus – prosegue il nostro impegno per la tutela dei diritti delle Persone in situazione di disagio e difficoltà che, sin dalla nascita della nostra Istituzione, è elemento fondamentale dell’azione sociale, educativa e culturale. Il titolo che abbiamo scelto è significativo. E’ e vuole essere un percorso di lavoro per il futuro e un invito rivolto anche alle Istituzioni e alle Reti con le quali la Fondazione collabora fattivamente e concretamente. Da qui la presenza in questa occasione dell’Associazione Culturale “Napoli è” e dell’Associazione Voci di… Vento oltre ad altre realtà associative con le quali stiamo realizzando iniziative per il centenario della nascita di Mario Borrelli.”

“Quest’anno abbiamo voluto premettere ai titoli delle iniziative formative e alle tavole rotonde lo slogan “Una nuova stagione dei diritti” – aggiunge Bianca Desideri, direttore del Centro Studi e Ricerche “Mario Borrelli” della Fondazione Casa dello Scugnizzo onlus – perché riteniamo fondamentale che oltre alla tutela dei diritti esistenti sia necessario andare verso una maggiore attenzione ad ampliare i diritti e le tutele soprattutto per le fasce più deboli della popolazione, delle persone disabili, delle donne, dei minori, degli anziani. Una nuova stagione che porti ad una società più inclusiva e a una piena attuazione, tra gli altri, dell’articolo 3 della nostra Costituzione”.

Nel corso dell’iniziativa sarà sottoscritto un accordo di collaborazione tra la Fondazione e l’Associazione Voce di… Vento che prevede l’attivazione di un laboratorio di Musicoterapia a supporto del territorio non solo di Materdei e sarà presentato un laboratorio di lettura e poesia a cura dell’Associazione Culturale “Napoli è”.

Per info e contatti: Tel 081 564 1419  e-mail fondazionecasascugnizzo@gmail.com.

Marzo Donna con la Poesia. Armando Fusaro: Il Tempo

24Il Tempo


Il tempo è prezioso AMORE,
il nostro non è vendicativo.
Certe volte vorrei fermarlo e
a volte farlo passare in fretta
per la mia superbia convenienza.

Non posso ma vorrei farlo!…
Ci provo con carta e penna
solo per te mio unico AMORE.
Vorrei passasse in fretta
questo tempo, per stringerti
e baciarti ogni momento!…

Prigioniero sono del tiranno e,
non posso farlo.
L’orologio biologico del tempo,
con il suo ticchettio non lo permette.
Il tempo fa’ il suo mestiere,
ci sarà Colui che può fermarlo?

Noi creature di questo prezioso tempo
sappiamo di non sprecarlo e,
di non perderlo!…
Il tempo è passato amore,
forse sprecato e…
adesso non ritorna più…
peccato, AMORE peccato!!!…

Armando Fusaro

 

 

La Napoli di Artemisia Gentileschi

Artemisia Gentileschi è una delle rare firme femminili dell’arte italiana del 1600. Figlia di un’artista, è ben istruita e mostra fin da subito una predisposizione naturale verso la pittura. Un talento il suo, che cresce ed influenza il panorama artistico delle capitale del viceregno quando decide di recarsi proprio a Napoli e vi rimane, affascinata dal’atmosfera partenopea, tra il 1630 e il 1653, anno della sua morte.

Escludendo un breve viaggio a Londra alla fine degli Anni ‘40 del 1600, Artemisia decide quindi di trascorrere buona parte della sua vita nel napoletano, dando origine ad opere d’arte di estrema bellezza.

L’omaggio della città alla pittrice prende forma grazie alla prima mostra nella nuova sede del museo napoletano delle Gallerie d’Italia in Via Toledo, dedicata proprio al suo soggiorno divenuto un capitolo fondamentale nell’arte e nella vicenda biografica di Artemisia.

La mostra, realizzata in special collaboration con la National Gallery di Londra e in collaborazione con il Museo e Real Bosco di Capodimonte, l’Archivio di Stato di Napoli e l’Università di Napoli L’Orientale, inaugurata il 3 dicembre 2022 resterà aperta fino al 20 marzo 2023 e presenterà un’accurata selezione di opere provenienti da raccolte pubbliche e private, italiane ed internazionali, in grado di esplorare l’enorme successo di Artemisia Gentileschi e restituire un’immagine attendibile della grandezza artistica di questo complesso momento storico. Il percorso espositivo, infatti, presenta sia 21 opere realizzate da Artemisia (per la prima volta sono esposte al pubblico italiano capolavori come la giovanile Santa Caterina d’Alessandria, di recente acquisita dalla National Gallery di Londra, ma anche le grandi commissioni pubbliche della pittrice, dall’Annunciazione di Capodimonte a due delle tre monumentali tele realizzate tra il 1635 e il 1637 circa per il coro della cattedrale di Pozzuoli, il San Gennaro nell’anfiteatro e i Santi Procolo e Nicea, quest’ultima restaurata per l’occasione), sia le opere realizzate da artisti di primo livello a lei strettamente collegati, per lo più attivi a Napoli negli stessi anni della pittrice, come Massimo Stanzione, Paolo Finoglio, Francesco Guarino, Andrea Vaccaro o la riscoperta “Annella” Di Rosa, la maggiore artista napoletana della prima metà del Seicento, anche lei vittima – secondo una tradizione antica però inattendibile – della violenza di genere.

La realizzazione della mostra è stata preceduta da una intensa attività di indagine scientifica e di ricerca archivistica che ha restituito nuovo e importante materiale per la biografia di Artemisia. Si sono finalmente chiarite le circostanze dell’arrivo di Artemisia Gentileschi a Napoli, nel 1630, direttamente da Venezia, così come si sono aggiunte ulteriori tracce per quegli anni afflitti da difficoltà economiche, sia la sua vicenda privata (il concubinato della figlia Prudenzia Palmira e il matrimonio riparatore seguito alla nascita del nipote Biagio, nel 1649), sia alcuni degli aspetti salienti della sua attività, a cominciare dal ruolo della committenza vicereale e borghese, per finire con le relazioni tra Artemisia e le accademie letterarie, che già in vita contribuirono ad amplificarne la fama.

Una mostra quindi da non perdere per scoprire, o riscoprire, il talento di questa grandissima artista, figlia acquisita della città di Napoli.

Camilla Golia

Chiara Macor: Enrico Caruso. Una canzone d’amore

Enrico Caruso. Una canzone d’amore” appare non come un saggio biografico bensì come una biografia romanzata.

Per quale ragione ha preferito adottare questa specifica tipologia narrativa per esemplificare una figura tanto complessa, carismatica, prodigiosa di cui, ad oggi, non esiste una biografia perfettamente aderente alle peculiarità del genere?

Insieme all’Associazione Alessandro Scarlatti e al suo direttore Tommaso Rossi, abbiamo cercato di immaginare la formula più adatta che ci permettesse di raccontare ad un vasto pubblico non specializzato, le vicende umane di alcuni dei più importanti interpreti della musica napoletana ed europea. Per questo motivo abbiamo pensato di creare una serie di biografie a fumetti, che compongono appunto la collana pubblicata da Guida Editori, chiamata “Scarlatti Musicomics”.

Il nostro scopo è quello di formulare una narrazione avvincente che permetta ai curiosi di avere un primo incontro con figure storiche importanti e complesse come, in questo caso, Enrico Caruso, per far sì che nasca una curiosità sul personaggio che li conduca poi ad approfondire il discorso, avvicinandosi così alla musica classica e alla sua storia.

Il nostro progetto è nato già nel 2021 quando abbiamo pubblicato il primo volume della collana chiamato “La Musica nel Sangue. Alessandro e Domenico Scarlatti”. Anche in questo caso si tratta di una biografia romanzata a fumetti dedicata al rapporto padre e figlio di questi due grandi musicisti.

Il prossimo numero sarà invece sul viaggio di Mozart a Napoli, e dovrebbe vedere la luce nel 2023.

Il fumetto “Enrico Caruso. Una Canzone d’Amore” vede la collaborazione di molti professionisti del settore. In effetti io ne ho curato il soggetto e la sceneggiatura, mentre i disegni sono di Alessio Petillo, i colori di Chiara Imparato e la direzione artistica è di Pako Massimo. Tutta la nostra squadra ha fatto sì che questo romanzo a fumetti raccontasse uno spaccato della vita del tenore, veicolato attraverso la nostra sensibilità di artisti. Di certo non c’era la volontà di fare una pedissequa ricostruzione della sua storia (di fatto in 64 pagine di fumetto sarebbe stato impossibile, vista la densità di eventi che lo coinvolgono), quanto piuttosto di creare attenzione sul suo personaggio, cercando di dare un taglio interpretativo.

Per scrivere questa sceneggiatura ho dovuto documentarmi a lungo sulla figura del tenore, e sono rimasta veramente sorpresa dalla quantità di aneddoti (non sempre attendibili) che lo riguardano. Leggendo tutta la documentazione la domanda che mi sono posta costantemente durante la scrittura di questa biografia era sempre la stessa: chi era veramente Enrico Caruso? Dove finisce il mito e dove inizia l’uomo? È una domanda alla quale non ho trovato risposta, e spero che chi avrà modo di leggere il nostro fumetto cercherà di trovare un proprio punto di vista sulla questione.

L’uso “anatomico” del diaframma, dei polmoni, delle corde vocali fanno sì che Caruso continui a detenere il primato nell’ambito dell’evoluzione musicale.

Produzione vocale eccezionale o addirittura “divina”.

Quali sono le specificità della voce di Caruso?

Caruso ha avuto la fortuna di essere la voce giusta in un momento storico del tutto peculiare, denso di grandi cambiamenti in ogni campo.

Sicuramente la stagione del verismo nell’Opera ha fatto sì che i compositori vedessero, nel timbro scuro e drammatico del cantante e nelle sue capacità attoriali, la possibilità di distaccarsi da una tradizione della quale non si sentivano più interpreti, guardando ad un più moderno e realistico ventaglio di situazioni drammatiche e  musicali.

A questo va aggiunto anche il fatto che Caruso è stato uno dei primi ad incidere la propria voce su disco. Di fatto ha visto nascere e ha contribuito a sviluppare l’industria musicale. Questo fatto che la sua voce sia stata una delle prime ad essere registrate rappresenta di certo un elemento fondamentale per comprenderne la grande fortuna. Il disco ha permesso al nostro tenore di farsi conoscere in tutto il mondo e da tutte le classi sociali: chiunque avesse un grammofono poteva sentire l’opera lirica e la voce di Enrico Caruso, ed in pochissimo tempo il nostro tenore è diventato uno dei primi veri Divi del Novecento.

Caruso divenne noto poiché era stato capace di condividere incessantemente con il prossimo anche la “natura intellettiva” della sua arte. Ebbene, si potrebbe asserire che la magia di Caruso consista nel lasciare che ognuno senta come propria la sua voce?

Caruso, come dicevo prima, è stato uno dei primi divi. Non solo fu attivo nell’ambito dell’emergente industria discografica, ma fu anche una sorta di influencer. Pubblicizzava prodotti, come le sigarette egiziane di cui era grande consumatore.

Abbiamo numerosissime testimonianze di amici e colleghi che ci raccontano di un Caruso umile, umano, generoso e costantemente pronto ad aiutare il prossimo. Divenne, peraltro, anche un punto di riferimento per le prime comunità italiane di New York. Abbiamo inoltre traccia della sua grandissima recitazione nel film My Cousin che girò nel 1918.

Evidentemente Caruso doveva apparire al pubblico come una persona vera, anche quando recitava. Forse anche questa sua maschera di uomo del popolo ha fatto in modo che le persone di qualsiasi ceto e rango simpatizzassero con lui e si sentissero emotivamente coinvolte dalle sue vicende, sia quelle personali sia quelle vissute dai suoi personaggi sul palcoscenico.

Caruso resta un filo conduttore tra due epoche, quella sua povera ma ricca di iniziative e quella attuale, moderna benché sterile di progetti nei termini dell’Arte.

A suo avviso, è collocabile nel tempo o travalica il tempo?

Sicuramente Caruso è diventato un’icona della nostra storia. Ma lo è diventato proprio perché ha saputo sfruttare tutti gli strumenti che la sua epoca gli ha offerto. Sicuramente il suo vissuto lo rende ancora oggi un personaggio moderno e attraente per il pubblico contemporaneo.

Lo spirito libertario di Caruso si espresse attraverso l’incessante opera di carità verso gli ultimi ed i più deboli.

Caruso fu anche un generoso Mecenate: in nome di quali principi etici e morali?

Il fatto che Caruso fosse sempre attento ai più deboli (soprattutto se compatrioti), ligio al dovere e al lavoro, compassionevole verso chi aveva più bisogno, credo facesse parte davvero del suo carattere. Era un ragazzo nato e cresciuto in un quartiere molto povero, in una famiglia umile. È riuscito, grazie alla sua arte, a raggiungere l’apice della carriera e della notorietà, diventando anche ricco. Studiando molte testimonianze di persone che l’avevano conosciuto, mi sono fatta l’idea che forse Caruso avesse sempre nel cuore le sue umili origini, che non le abbia mai rinnegate, e per questo motivo si comportava con chi aveva più bisogno d’aiuto come un uomo che usava il successo che si era guadagnato anche come un’opportunità per fare del bene a chi invece non aveva avuto la sua stessa sorte.

 

Chiara Macor. Storica dell’arte, musicista e scrittrice. In qualità di sceneggiatrice ha collaborato con The Jackal, la Scuola Italiana di Comix, Fondazione Melanoma Onlus, il MANN, Comicon Edizioni, Associazione Alessandro Scarlatti e altre istituzioni locali e nazionali, scrivendo guide a fumetti per la valorizzazione del patrimonio storico artistico e sulla divulgazione scientifica.

Cura la collana “Scarlatti Musicomics” per l’Associazione Alessandro Scarlatti, pubblicata da Guida Editori. Ha scritto soggetto e sceneggiatura di “Amici per la Pelle”, cortometraggio nato da un’idea del prof. Ascierto, con Gigi e Ross per la regia di Angela Bevilacqua e prodotto dalla Bronx Film, vincitore dell’edizione 2022 dell’Ischia Film Festival nella sezione Scenari Campani.

È docente di Scrittura Creativa per il Corso di II Livello in Design della Comunicazione e per il corso di II livello di Cinema presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Insegna Sceneggiatura e Storytelling alla Scuola Italiana di Comix.

Giuseppina Capone

 

L’evento “Planta, non solo giardino” all’Orto Botanico di Napoli

Napoli è di nuovo protagonista di un emozionante evento: “Planta, il giardino e non solo”, si terrà domenica 5 maggio fino a martedì 7 maggio 2023 all’interno dell’Orto Botanico di Napoli.

Per chi ama la natura, passeggiare tra le incantevoli coreografiche piante, i colorati e profumati fiori, non può non approfittare di questo momento per trascorrere una giornata in famiglia in un giorno di primavera. Arrivata oramai alla sua IX edizione, la Mostra Mercato di Planta, è dedicata al florovivaismo di qualità. Diverse  saranno le aziende che parteciperanno all’evento e tutte selezionate a seconda del loro impegno sul lavoro di ricerca, autoproduzione e, soprattutto, l’azienda che ha mostrato di avere maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale è stata scelta con maggiore preferenza. Durante la mostra saranno in esposizione prodotti per la realizzazione di orti e giardini, utensileria, collezioni botaniche esclusive, prodotti naturali ed arredo da esterni. Ad impreziosire l’evento, ci saranno kermesse artistiche e musicali per accompagnare gli ospiti con una dolce melodia. Ci sarà anche “Bimbi in Planta” per i più piccoli; intrattenimento tra giochi sempre a tema flower.

Storia Orto botanico Napoli

L’Orto Botanico, situato in via Foria a Napoli, appartiene all’Università Federico II. All’interno dell’Orto vi sono oltre 900 specie vegetali e quasi 25000 esemplari diversi.  L’Orto è stato fondato il 28 dicembre del 1807 con decreto di Giuseppe Bonaparte, anche se l’iniziativa fu del re Ferdinando IV ma, a causa della Rivoluzione Napoletana del 1799, la costruzione fu irrealizzabile. Al termine della rivoluzione, furono due architetti a iniziare il progetto: Giuliano de Fazio (autore della facciata monumentale e del viale a essa perpendicolare) e Gaspare Maria Paoletti che terminò, invece, la parte inferiore. Michele Tenore fu il primo direttore dell’Orto nel 1811. Tenore si interessò all’attività scientifica e alle relazioni esterne; fece coltivare sia piante esotiche ma anche molte specie di uso per quanto riguarda il campo della medicina.

Nel 1861 fu nominato direttore Guglielmo Gasparini migliorando ancor di più la qualità delle piante dell’Orto; accolse piante alpine, fece costruire una nuova serra riscaldata, e valorizzò anche il Museo botanico. Nel 1868 la direzione dell’Orto passò a Vincenzo Cesati, ancora, nel 1983 fu Giuseppe Antonio Pasquale ad occupare il posto di direttore. Federico Delpino, direttore dal 1893 al 1905, ebbe diverse difficoltà nella gestione dell’orto. Ma, nel 1906, la gestione passò a Fridiano Cavara che aveva come scopo quello di rinnovare diverse strutture, aumentare le collezioni e istituire la Stazione sperimentale per le piante officinali. Biagio Longo fu il direttore del 1930.

Nel 1940, all’interno della Mostra d’Oltremare si tenne una riunione della Società Botanica italiana.  Dopo la guerra, i danni dovuti dai bombardamenti furono notevoli; sottrazione di ferro per uso militare, popolazioni rifugiate all’interno dell’orto e uso dei terreni per coltivazione di cibo per sopravvivenza e tante altre conseguenze distruttive per l’Orto.

Il primo direttore dopo il dopoguerra fu Giuseppe Catalano. Il suo compito fu quello di ristrutturare l’Orto e riguardo l’arricchimento delle piante. Valerio Giacomini lo sostituì nel 1959. Per la storia dell’Orto  il momento importante fu nel 1963 quando direttore fu nominato Aldo Merola. Grazie a lui, nel ‘67, l’Orto ottenne autonomia economica e amministrativa e questo diede l’opportunità di ricevere finanziamenti straordinari per migliorare l’architettura dell’Orto.  Grazie a questo finanziamento, Merola riuscì a far realizzare diverse serre. Ma, nel 1980 l’Orto fu nuovamente rifugio per molte persone a causa del terremoto che, non solo fu invaso dalla popolazione, ma subì numerosi danni a causa delle forti scosse (periodo di direzione di Giuseppe Caputo). Nel 1981 iniziarono la totale ristrutturazione  della struttura seguito dal nuovo direttore Paolo De Luca.

Alessandra Federico

1 22 23 24 25 26 88
seers cmp badge